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Lago di Candia, alla scoperta delle origini preistoriche

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Lago di Candia, alla scoperta delle origini preistoriche
Lago di Candia, alla scoperta delle origini preistoriche
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A circa trenta chilometri da Torino, nell’omonima località di Candia, si trova il famoso lago.

Circondato dalla sua palude, il Lago di Candia vanta una flora e una fauna elette da tempo a parco naturale (per la precisione dal 1955).

Questo affascinante specchio tutto piemontese affonda le sue radici molto indietro nel tempo, per la precisione nella preistoria.

Origini antiche

Più di ventimila anni fa il Lago Balteo, bacino ghiacciato, si ritirò nella vicina Valle D’Aosta, lasciando dietro di se una serie di specchi d’acqua più piccoli oggi noti come Laghi di: Sirio, Viverone, Candia e San Michele.

La zona circostante rimase collinare, andando a delineare nel corso dei secoli il panorama che oggi conosciamo.

Tra tutti questi laghi, quello di Candia ha una particolarità che lo rende unico, ossia la sua mantenuta naturalità.

Complice la posizione, la conformazione circostante e la scarsa edificazione sulle sue sponde, il Lago di Candia ha mantenuto la sua naturalità.

Il lago stesso, insieme con la palude circostante, non solo è considerato parco naturale, ma dal 2009 è anche definito a pieno titolo come sito di interesse comunitario.

Lago di Candia, un parco affascinante

Questa zona è diventata una delle più importanti zone paludosi esistenti in Piemonte.

Composto da Lago, palude e cosiddetta paludetta (habitat ideale per svariate specie animali e vegetali), il parco naturale del Lago di Candia si estende per quasi trecentocinquanta ettari.

In tutta la zona vige il divieto di caccia e la pesca è strettamente controllata, per dare la possibilità agli animali di vivere serenamente nel loro ambiente naturale.

Sia la fauna che la flora infatti sono rimaste quasi miracolosamente intatte nel corso dei secoli, dando quasi la sensazione che per questa zona il tempo non sia davvero trascorso.

La purezza delle acque e la mancanza di interferenze sostanziali da parte dell’uomo la rendono anche meta di uccelli migratori.

Per coloro che volessero visitare questa riserva le possibilità sono a piedi, in barca oppure in bicicletta.



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