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Obelisco di piazza Savoia, un monumento contro i privilegi del clero

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Obelisco di piazza Savoia, un monumento contro i privilegi del clero
Obelisco di piazza Savoia, un monumento contro i privilegi del clero
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Il monumento più conosciuto del Quadrilatero Romano porta con sé una storia poco conosciuta, ma davvero interessante.

L’Obelisco di piazza Savoia infatti, sarebbe stato eretto per celebrare una legge che aboliva i privilegi ecclesiastici.

La storia delle Leggi Siccardi

Nel lontano 1850 un gruppo di leggi venne emanato all’interno del Regno di Sardegna. Tali leggi , conosciute come Leggi Siccardi sarebbero poi passate alla storia come regolamentazione del rapporto tra Stato e Chiesa.

Promulgate rispettivamente nell’aprile e nel giugno di quell’anno, le Leggi Siccardi avevano un tenore decisamente “anticlericale” per l’epoca. Andavano infatti ad abolire alcuni dei privilegi storici di cui il clero aveva sempre goduto.

Diritto di Asilo, il Foro Ecclesiastico (che gestiva “privatamente” i reati civili e non degli uomini di Chiesa) e la cosiddetta “manomorta”, furono le tre più famose abrogazioni introdotte dalle Leggi Siccardi. Quest’ultima, in particolare, difendeva l’intoccabilità dei beni clericali da parte dello Stato.

Con queste leggi il Regno di Sardegna aveva dato un segnale molto forte sulla futura gestione del rapporto con il clero e non ne faceva certo mistero, tanto che a Torino si decise di celebrare tale provvedimento.

Le origini dell’obelisco

In quella che fino al 1860 si sarebbe chiamata Piazza Paesana (per la vicinanza con l’omonimo palazzo Saluzzo Paesana), nel 1851 si fece strada l’idea di edificare l’obelisco.

Sulla Gazzetta del Popolo infatti venne sostenuta l’iniziativa di edificare un’opera che celebrasse la scelta portata avanti dalle Leggi Siccardi di abolizione di alcuni privilegi clericali.

L’Obelisco di piazza Salvoia fu così progettato dal pittore Luigi Quarenghi.

La sua collocazione, inizialmente discussa, aveva lo scopo un po’ provocatorio di trovarsi molto vicino alla Chiesa della Consolata e al Palazzo Barolo, sede di Giulia Faletti, grande sostenitrice del cattolicesimo in quella famiglia.

Obelisco di piazza Savoia, un chiaro messaggio

Anche se l’opera viene guardata ogni giorno da centinaia di passanti, quasi nessuno si è mai realmente soffermato a guardarla con attenzione, a leggere ciò che ci fosse scritto sopra.

Per i curiosi e gli amanti della storia, l’epigrafe cita queste parole: “Abolito da Legge IX Aprile MDCCCL il Foro ecclesiastico, popolo e municipio posero IV Marzo MDCCCLIII”.

Un segnale davvero forte che il Regno diede e che Torino raccolse rispondendo, come sempre, con arte e stile.



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