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Nuova Ztl a Torino, il Comune tira dritto: il primo anno sarà sperimentale, ma se inefficace sarà più restrittivo

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Nuova Ztl a Torino, il Comune tira dritto nonostante le proteste dei commercianti

Il Comune porta avanti il progetto della nuova Ztl a Torino.
Nel consiglio comunale di lunedì 15 aprile, l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra ha evidenziato gli obiettivi della nuova Ztl.
Palazzo Civico punta a una riduzione del traffico di attraversamento in tutta la città, a una riduzione dell’incidentalità nella Ztl e un incremento della velocità del trasporto pubblico e del numero dei passeggeri.
Infatti, il nuovo modello prevede l’estensione della chiusura del centro cittadino fino alle ore 19:30, mentre l’orario attuale è fissato alle 10:30. Inoltre, sarà possibile entrare in qualsiasi momento, previo il pagamento di due ore di sosta, che dovrebbe equivalente a 5 euro.
Nonostante le proteste delle scorse settimane dei commercianti, l’amministrazione sembra voler andare avanti con il nuovo modello Ztl.
L’assessora Lapietra ha anche spiegato che, il primo anno sarà sperimentale, dopodiché si valuteranno le eventuali modifiche e, se il provvedimento risulterà non completamente efficace, l’anno successivo ne verrà fatto uno più restrittivo.
Attualmente, la Ztl registra 92mila ingressi al giorno, di cui il 46,52% è costituito dal cosiddetto traffico “parassita” di attraversamento. L’assessora ha sottolineato che, con il nuovo provvedimento che entrerà in vigore nel 2020, si punta a ridurre questo passaggio del 25% con la speranza di una pari riduzione di inquinamento.
Dunque, nonostante le polemiche e le proteste che hanno portato a un flash mob sotto Palazzo Civico da parte dei commercianti, il Comune va avanti con il suo nuovo modello di Ztl.


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