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Piemonte, supermercati e discount aperti in continuazione: 120 aperture all’anno, in arrivo altri centri commerciali

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Piemonte, supermercati e discount sono aumentati in maniera esponenziale: ben 120 aperture all’anno, attesi altri nuovi colossi del commercio

In Piemonte, supermercati e ipermercati spuntano con una frequenza fuori dal normale da ormai diverso tempo.
Tra il 2015 e il 2018, la nostra regione ha assistito all’apertura di numerosi esercizi commerciali della grande distribuzione organizzata. Un trend che sembra destinato a confermarsi anche quest’anno e negli anni a venire, viste le premesse e i progetti in atto.
I dati del Sistema informativo regionale del commercio sono molto chiari: tra il 2015 e il 2017, i supermercati (attività dedicate alla vendita di alimentari e bevande con una superficie superiore a 400 metri quadrati) sono aumentati non solo numericamente, ma anche gradualmente. Basti pensare che quattro anni fa ci furono 124 aperture, tre anni fa 135 e due anni fa 147. Un’ascesa sempre più marcata di questo genere di attività.
Le lamentele non provengono solo dai piccoli commercianti e dai rappresentanti di categoria, ma anche dai residenti delle zone in cui questi locali scelgono di aprire.
Le conseguenze tragiche sul piccolo commercio, che risultano sempre più marcate rispetto a due decenni fa, sembrano destinate ad aggravarsi prossimamente. Nel 2019 e nei prossimi anni, infatti, sono previste nuove aperture, che coinvolgeranno aree diverse della regione.
Basti pensare alla situazione di Torino. In via Baltimora angolo via Lima sta per aprire due nuovi discount, mentre nell’area ex Seat di via Sant’Ambrogio sta per arrivare un Mercatò. Senza contare i cantieri della ex Fiat Autala di via Monte Orticaria e la recente apertura del nuovo Lidl di via Bologna e della Coop di Giaveno. Non va meglio in provincia, dove già da tempo è stato avviato il progetto riguardante il Caselle Open Mall, mastodontico parco commerciale nei pressi dell’aeroporto.
Anche i restyling svolgono un importante ruolo, in questo senso. Ne sono esempi quello dell’Auchan di corso Romania e del Torino Outlet Village, con quest’ultimo che vedrà aumentare del 50% la sua superficie.
Insomma, una situazione che pare essere incanalata su un trend difficilmente modificabile. Anche perché tutte queste operazioni portano nelle casse del Comune di riferimento delle cifre non indifferenti, mediante gli oneri di urbanizzazione. Il corrispettivo e le operazioni di riqualificazione delle aree circostanti a carico dei privati fa sì che difficilmente si rinunci a nuove aperture di questo genere.


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