La Gioconda a Torino, quando l’opera passò per Porta Nuova

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    La Gioconda è passata anche per Torino, per la precisione dalla stazione di Porta Nuova

    Il fatto avvenne nel lontano 30 dicembre 1913 quando l’opera stava rientrando in Francia dopo un furto.

    In uno scompartimento della prima classe del treno proveniente da Milano la Monna Lisa viaggiava ben protetta e custodita in compagnia di Ettore Modigliani (direttore della Pinacoteca di Brera) e Paul Leprieur (curatore della pittura del Museo del Louvre).

    Il furto e la restituzione

    La destinazione finale della Gioconda era Parigi, a cui stava tornando faticosamente dopo il furto dell’agosto del 1911.

    Un tale di nome Vincenzo Peruggia infatti, in quanto dipendente del Museo del Louvre, l’aveva sottratta pensando (erroneamente) di “fare cosa gradita” all’Italia “riportando” in patria l’opera di Leonardo Da Vinci.

    Dopo due anni di oblio, custodita letteralmente sotto al materasso del malfattore, l’opera dopo svariate peripezie poté finalmente intraprendere il viaggio verso la sua legittima sistemazione.

    L’opera di Leonardo Da Vinci passò per Torino per un tempo davvero limitato, quasi in incognito.

    I suoi accompagnatori, una volta scesi dal treno ne presero subito un altro alla volta di Modane. Presenti al fatto solamente alcuni giornalisti (che avrebbero poi riportato il fatto sulle principali testate), alcuni agenti in borghese e i funzionari della Questura di Torino.

    Una “visita” veloce

    La Gioconda a Torino, per quanto abbia transitato davvero per poco tempo, ci è comunque stata. Nonostante sia passato più di un secolo è senz’altro un pensiero emozionante per i torinesi quello per cui un’opera così celebre si passata per la nostra città.

    Sebbene le circostanze non siano state delle più liete a causa del furto la Gioconda fu trattata con grande cura e rispetto dai torinesi e, come citarono i giornali dell’epoca, fu accolta in Francia come una regina.



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