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15 febbraio 1926: muore Piero Gobetti, giovane intellettuale torinese

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15 febbraio 1926: muore Piero Gobetti, il giovane intellettuale torinese si spegne a soli 25 anni

Il 15 febbraio 1926 si spegne Piero Gobetti, figura di intellettuale antifascista e liberale, che ha lasciato un segno indelebile nella storia del nostro Paese.
Gobetti nacque a Torino il 19 giugno 1901.
Figlio di genitori di origine contadina, dopo una brillante carriera scolastica, Piero si diploma al liceo Gioberti nel 1918.
Sempre nel 1918 si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza e nel frattempo fondò  “Energie Nuove”, rivista ispirata agli ideali di Croce e Salvemini.
La rivista prendeva spunto da “L’Unità” e aveva l’intenzione di portare un po’ di spiritualità nella cultura dell’epoca con nuovi movimenti di idee.
Il 1920 rappresentò un anno molto importante per Gobetti e per la sua formazione, in quanto mise in discussione molti punti fermi della sua gioventù e abbandonò le lezioni dei maestri di un tempo, tranne quelle di Benedetto Croce.
Negli anni successivi iniziò a collaborare con la rivista “L’Ordine Nuovo” di Antonio Gramsci come critico teatrale. Sempre in questo periodo entrò in contatto con il movimento dei consigli di fabbrica, un’esperienza che arricchì il suo liberalismo.
Nel 1922 fondò il settimanale “La rivoluzione liberale”, un’opera innovatrice che aveva come programma un’alleanza tra gli operai e le forze più progressiste della borghesia capitalistica per arrivare ad una rivoluzione democratica.
Presto il settimanale divenne un punto di riferimento per gli antifascisti, e proprio per questo motivo, nel 1925, il regime la soppresse.
Nel 1923 Gobetti fondò anche una casa editrice, nota per la pubblicazione di “Ossi di Seppia”, opera di Eugenio Montale.
L’anno seguente esce il primo numero della rivista “Il Baretti”, sempre fondata da Gobetti, il cui nome deriva dallo scrittore e polemica Giuseppe Baretti.
Siccome non poteva parlare liberamente di politica, il giovane Piero continuò ad utilizzare la letteratura come mezzo di diffusione della sua battaglia ideologica.
A cause delle sue posizioni politiche e delle sue parole, Gobetti iniziò a subire una moltitudine di persecuzioni e aggressioni per mano di gruppo di squadristi.
Inoltre, gli viene proibito l’esercizio di qualsiasi attività pubblica.
Per poter ridare voce alle sue idee, Piero si recò a Parigi dove morì il 15 febbraio 1926 per le conseguenze dell’aggressione subita aggravata da una forte bronchite.
(Foto tratta da Minima&Moralia)


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