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Crisi, a Torino chiusa una boutique su quattro in dieci anni: grandi catene e internet le cause principali

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Crisi, a Torino chiusa una boutique su quattro in dieci anni: grandi catene, caro affitti e commercio online le cause principali

La crisi, a Torino, ha lasciato segni piuttosto evidenti in questi anni.
Un periodo fortemente negativo per l’economia locale, che prosegue anche attualmente, al contrario di altre realtà del Nord Italia (Milano su tutte) che sembrano essere riuscite a rimettersi in moto.
Secondo una indagine di Confesercenti, il declino di Torino negli ultimi dieci anni ha coinvolto principalmente i settori dell’abbigliamento e delle calzature. Nello specifico, ha chiuso i battenti una boutique su quattro, con un calo da 2007 unità ad appena 1587. Ben 420 chiusure, che hanno generato una flessione del 21%.
Anche altri settori hanno mostrato diversi segnali di sofferenza, dal 2009 a oggi. Basti pensare che le edicole sono diminuite del 23,5%, le panetterie e pasticcerie 15,4%, le macellerie dell’11,8% e le pescherie del 3,4%.
Si tratta di un problema che riguarda tutta la città, non soltanto le zone periferiche. Le chiusure, anche eccellenti, in centro sono all’ordine del giorno da ormai diversi anni.
Tra le cause indicate per questo fenomeno, ovviamente, ci sono le grandi catene, il caro affitti e il commercio online. Quest’ultimo, ormai, non riguarda soltanto oggetti come computer, libri e cellulari, bensì sta iniziando a prendere sempre più piede anche nell’abbigliamento. Diversi clienti hanno intrapresi una pratica assai poco lodevole, per la quale provano in negozio un capo o delle calzature, salvo poi ordinarle su internet. In questo senso, è Amazon il principale avversario del commercio al dettaglio.
Pesa ovviamente anche il rincaro dei canoni di locazione, che divengono insostenibili in un periodo in cui il giro d’affari si è parecchio ristretto per molti. Senza contare l’arrivo delle grandi catene, che esercitano una concorrenza micidiale, vista la loro diffusione e i loro prezzi assai competitivi. Una tendenza sempre più rafforzata in centro, che ha visto l’apertura di tantissimi punti vendita di brand low cost.
Un quadro della situazione poco rassicurante per la città, che si ritrova con interi viali deserti di negozi. Una condizione che ha fatto perdere non poco prestigio a numerosi quartieri, oggi meno sicuri ed esteticamente molto meno gradevoli.


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