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Quartieri di Torino, uno sguardo ai più “malfamati”

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Come ogni città che si rispetti Torino ha una serie di quartieri più chiacchierati, la cui fama negativa li precede.

Che venga fuori nei discorsi di coloro che stanno cercando casa, o nella scelta di dove passare una serata, la nomea di alcuni quartieri di Torino ahimè, li precede.

Ma sarà davvero così? I quartieri considerati “malfamati” sono ancora questo nel 2019? Oppure li si definisce tali per abitudine?

Andiamo a vederne qualcuno da vicino.

San Salvario

Quando si parla di San Salvario a Torino, da almeno dieci anni, la parola d’ordine è riqualificazione.

Con l’avvento delle Olimpiadi del 2006 infatti, la zona adiacente a Porta Nuova ha subito un restyling che nel corso degli anni successivi l’ha resa il cuore di una movida tutta nuova.

Locali alla moda, alcuni molto curiosi e vivaci, ma soprattutto multiculturali.

Nonostante ciò, nell’immaginario collettivo, San Salvario è ancora uno dei quartieri di Torino più difficili.

Complice la presenza di alcune zone di spaccio di droga e la vicinanza con la stazione (da sempre ritrovo di figure poco raccomandabili), purtroppo San Salvario continua ad avere una nomea piuttosto chiacchierata.

Nonostante tanto sia stato fatto, per entrare nella rosa dei migliori quartieri di Torino, c’é ancora un po’ di strada da fare.

Porta Palazzo

Gli studenti fuori sede residenti a Torino l’hanno definita una linea che “divide il bene dal male”.

In quest’analogia il “bene” sarebbe rappresentato dal centro città e il “male” dalle zone più degradate che gravitano attorno al mercato.

Porta Palazzo è il cuore pulsante del commercio e del multiculturalismo di Torino, tuttavia il suo quartiere risente talvolta di questo dualismo.

Di giorno zona fiorente e ricca di positività, di notte luogo di ritrovo per spacciatori e altri delinquenti.

Anche per Porta Palazzo tanto è stato fatto e tanto si sta cercano di fare.

Dopotutto è una zona che “ama le differenze” e con il tempo si spera che potranno diventare 24 ore su 24 la sua ricchezza.

Le Vallette

Sede di un carcere e location di una discarica, lo sfortunato quartiere delle Vallette sembra essere nato per custodire una parte di Torino un po’ meno considerata sin dagli anni ’50.

Le Vallette é sempre stato purtroppo sinonimo di epicentro della delinquenza giovanile e di situazioni sociali difficili.

Negli ultimi anni, grazie anche alla costruzione di nuove case e di attività commerciali di interesse comune per la città, le Vallette hanno visto un miglioramento.

La posizione maggiormente vicina al centro rispetto alle altre periferie e la buona volontà dei residenti lentamente stanno portando a una migliore considerazione della zona.

Falchera

Al contrario delle Vallette, la zona Rebaudengo Falchera è molto distante dal centro.

La fama negativa questo quartiere la deve allo spaccio di droga del cosiddetto “Toxic Park”, alias Parco Stura. Anche qui la costruzione di nuove case e la voglia di riscatto delle persone per bene vi risiedono stanno lentamente togliendo alla zona questa nomea così negativa.
Ciò non toglie che, anche in questo caso, tanto ci sia ancora da fare.

Barriera di Milano

Altra zona ricca di multiculturalismo, così come di tanti problemi sociali è Barriera.

Abitata prima da italiani emigrati a Torino dal Sud Italia e poi da immigrati stranieri di ogni etnia, la zona di Barriera è sempre stata al centro di violenze e degrado dettati essenzialmente dalla povertà.

Con il tempo questa zona “di frontiera” ha avuto tanti alti e bassi, pur mentendo vivo il suo microcosmo multiculturale unico nel suo genere.

Aurora e Valdocco

Due zone “grigie”, veri e propri collegamenti tra aree più sviluppate e zone in difficoltà.

Aurora e Valdocco sono due quartieri di Torino che oscillano ogni giorno tra eccellenza e degrado. La loro vicinanza al centro, così come alle zone più calde le rende pericolose talvolta ma allo stesso tempo affascinanti, simbolo di una città in continua evoluzione.



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