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I faseuj grass, una prelibatezza del Canavese particolarmente diffusa con l’arrivo del Carnevale di Ivrea

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I faseuj grass, una prelibatezza del Canavese particolarmente diffusa con l’arrivo del Carnevale di Ivrea: un piatto povero dal gusto unico

 

faseuj grass, in italiano “fagioli grassi“, sono uno dei piatti tipici dell’area del Canavese.

Parliamo di un piatto povero, che si prepara con ingredienti facilmente reperibili come i fagioli e ritagli di carne e cotenna di maiale. Per la loro preparazione ci si serve delle tofeje, che sono dei recipienti tondi in terracotta, provvisti di quattro manici.

Una pietanza dalle caratteristiche molto particolari, che ha ottenuto grande successo e diffusione soprattutto grazie al Carnevale d’Ivrea. Questo perché durante durante la Quaresima era vietato mangiare carne secondo credo religioso. Pertanto, i fagioli dovevano diventare “grassi”, visto il loro accostamento a cotiche, piedini di maiale e, talvolta, anche salamini.

Durante il Carnevale, a Ivrea, c’è la tradizione di preparare grandi pentoloni di fagioli grassi da distribuire alla popolazione appunto per il Carnevale (Wikipedia).

Per la sua preparazione per quattro persone sono necessari i seguenti ingredienti:

– 250 grammi di fagioli borlotti secchi

– 300 grammi di pancia fresca di maiale o cotiche

– 8 salamini crudi

– 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva

– 1 cipolla

– 1 costa di sedano

– 1 spicchio d’aglio

– 2 foglie d’alloro

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– 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro (facoltativo)

– sale quanto basta

– pepe macinato.

Innanzitutto, occorre sciacquare i fagioli borlotti e metterli in un contenitore, per poi essere ricoperti di acqua fredda in grande quantità. Dopodiché si fanno riposare per circa 10/12 ore. In seguito, i fagioli vengono scolati.

Occorre poi procurarsi un un tegame di terracotta o di acciaio (che però abbia un fondo spesso), si scalda l’olio e si fanno imbiondire cipolla tritata finemente e l’aglio pestato in camicia. Unire il sedano tagliato a dadini, i salamini e la pancia e rosolare per alcuni minuti.

Si versano i fagioli borlotti con l’alloro, si fanno insaporire e viene aggiunto il concentrato di pomodoro. Dopodiché, gli ingredienti vengono ricoperti con l’acqua fredda e vengono mescolati.

Tra gli ultimi step c’è la copertura del tegame, seguita dalla cottura a fiamma molto bassa per circa 2 ore (durante la quale si controlla e si rimesta il composto). I fagioli diverranno morbidi e il sugo denso.

Infine, sui fagioli si sparge una manciata di pepe. Ora sono ponti per essere gustati.

(Foto e ricetta tratte da La Gazzetta del Gusto)



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