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Green Pea, a Torino “l’edificio più bello del mondo”: aprirà nel 2020, sarà un museo a cielo aperto

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Green Pea, a Torino prende vita la nuova idea imprenditoriale di Oscar Farinetti: sarà un museo a cielo aperto e “l’edificio più bello del mondo”, scopriamo le attrazioni che ospiterà

Green Pea, a Torino, farà il suo esordio a partire dal prossimo anno.
Il primo punto vendita di questa nuova azienda sorgerà nel capoluogo piemontese entro l’autunno del 2020. La data ipotetica, a meno di intoppi, è fissata al 31 agosto dell’anno prossimo. Lo ha affermato negli ultimi giorni Oscar Farinetti, imprenditore di successo e fortunato proprietario di Eataly e UniEuro, in una intervista rilasciata a Corriere Torino.
Farinetti si appresta a lanciare il suo ennesimo progetto all’insegna della sostenibilità. Green Pea, infatti, proporrà alla clientela prodotti esclusivamente ecologici. Saranno reperibili oggetti per la casa, capi d’abbigliamento e tanto altro. La caratteristica comune di tutta la merce in vendita sarà il rispetto della natura e l’utilizzo di materiali sostenibili, che siano in grado di coniugare qualità e rispetto dell’ambiente.
Green Pea, a Torino, sorgerà nelle vicinanze del Lingotto, accanto alla sua “azienda sorella” Eataly. E proprio alcuni dei parcheggi riservati ai clienti di Eataly e dell’8 Gallery saranno parte della superficie su cui si svilupperà il punto vendita.

Le caratteristiche del punto vendita

Il nuovo store di via Nizza sarà grande 10mila e 500 metri quadrati. Si svilupperà su quattro piani di vendita, ai quali se ne aggiungerà uno dedicato all’ozio. Sul tetto saranno realizzati una piscina, un cocktail bar, una sauna e un bagno turco, delle piccole mini terme. Per queste e altre attrazioni, Green Pea, secondo Farinetti, dovrà essere l’immobile più bello al mondo. Si tratterà di museo a cielo aperto di quello che è la sostenibilità, alimentato da geotermia e pannelli fotovoltaici.
Sul marchio, già registrato da qualche anno, Farinetti ha lasciato intendere di essere molto fiducioso. Come lui stesso ha precisato a più riprese, l’arredamento e l’abbigliamento sono due settori da lui studiati da anni. Inoltre, l’imprenditore non ha escluso la possibilità di mettere in vendita anche auto e scooter elettrici.
Nel caso in cui l’esperimento torinese dovesse funzionare, l’ipotesi di aprire altri negozi seguendo questo format in altri Paesi del mondo sarebbe più che una semplice suggestione. Le potenziali mete di sbarco potranno essere gli Stati Uniti, che hanno rappresentato già la svolta di Eataly nel 2010 e che sembrano sempre affascinati dal Made in Italy. Anche la Cina, che si appresta ad accogliere le eccellenze della nostra tavola con vari store sul suo territorio e che ha avuto modo di apprezzare le prelibatezze di Eataly.
Chissà che, un domani, il mercato americano e il asiatico non possano contribuire in maniera massiccia alla crescita di questa nuova realtà.


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