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FCA, il Piano Italia atteso per oggi: cosa potrebbe cambiare per Torino e per l’Italia, rischia l’addio la Giulietta

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FCA, il Piano Italia atteso per oggi: cosa potrebbe cambiare per Torino e per l’Italia con le novità per gli stabilimenti sparsi sul territorio nazionale

Per FCA, il Piano Italia dovrà essere sottoposto a diverse revisioni, prima di essere veramente effettivo.
Gli annunci delle scorse settimane e le indiscrezioni che sono state diffuse dagli ambienti vicini a sindacati, istituzioni e al gruppo sono state abbastanza simili, almeno nei contenuti: nell’immaginario delle parti coinvolte c’è la concreta possibilità di assistere a una riduzione degli investimenti sui siti produttivi del nostro Paese.

Le possibili novità e l’uscita di produzione di Giulietta

Uno dei nodi principali della contesa è rappresentato sicuramente dall’ecotassa dal Governo, che pare aver minato alcune delle certezze del piano industriale di Fiat Chrysler Automobiles per gli stabilimenti italiani. Lo stesso Mike Manley ha affermato che, nel corso di queste settimane, sarebbe stato necessario rivedere alcune delle manovre in programma. L’amministratore delegato del gruppo ha fatto capire chiaramente che il programma di investimenti dovrà essere obbligatoriamente modificato, viste le condizioni imposte dal provvedimento.
L’Ecotassa, nello specifico, è una misura solo ed esclusivamente al mercato italiano dell’auto, vale a dire il primo mercato europeo di riferimento di FCA. Uno scenario che non tranquillizza i sindacati, che sono totalmente contrari alla penalizzazione delle auto con emissioni di CO2 superiori a 160 grammi al chilometro (praticamente l’intero parco auto in produzione) e agli incentivi per i veicoli che emettono meno di 70 grammi al chilometro. Questo genere di vetture, al momento, non viene realizzato da FCA, che sta cercando di spostarsi gradualmente su questo settore. Pertanto, i rischi della transizione da un modello a un altro rischiano di essere scontati dai lavoratori, stando a quanto affermato da numerosi esponenti dei sindacati.
Come riportato da ClubAlfa.it, per il momento, non ci sono ancora conferme ufficiali sul contenuto del nuovo piano, che dovrebbe essere presentato all’inizio di febbraio, verosimilmente già oggi. Le conseguenze delle scelte, però, sono ipotizzabili.
In seguito alla presentazione della nuova strategia, che sarà valida per il triennio 2019-2021, sarà possibile scoprire quali e quanti progetti saranno sottoposti a ridimensionamenti o a saranno addirittura eliminati.
Per quel che concerne Torino, già da diverso tempo si sa che lo stabilimento di Mirafiori accoglierà la nuova Fiat 500 elettrica. Questa vettura, che è già in produzione in California da diverso tempo, sbarcherà sul mercato europeo nel breve termine e andrà a integrare le attuali produzioni nel corso del 2020. Si tratterà di una delle auto che potranno trarre vantaggio dall’Ecobonus, in quanto a essa sarà applicato un incentivo massimo di 6mila euro per l’acquisto, essendo un veicolo a zero emissioni.
A beneficiare degli effetti dell‘Ecotassa sarà anche la Panda mild hybrid, che sarà prodotta a Pomigliano d’Arco. Qui sarà anche realizzato il C-SUV Alfa Romeo, mentre a Cassino arriverà il D-SUV Maserati. A Melfi sarà avviata la produzione di Jeep Compass e Renegade ibrida. Rischia invece di uscire di produzione l’Alfa Romeo Giulietta, sostituito proprio dal C-Suv prodotto a Pomigliano. Per i veicoli attualmente in produzione, come Stelvio e Giulia, il Biscione sta lavorando alle versioni ibride.
Gli effetti dell’Ecotassa potrebbero dunque avere conseguenze meno dannose di quanto si possa pensare. L’auspicio è che i modelli preventivati vengano effettivamente confermati, soprattutto per il futuro degli stabilimenti torinesi. Qui, infatti, il nuovo suv di Alfa Romeo sarà prodotto a Mirafiori, ma solo tra qualche anno, probabilmente a partire dal 2023 (quindi dopo il piano industriale 2018-2022). Senza contare che, recentemente, gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco hanno adottato il turno unico, con conseguenze sulle condizioni salariali dei dipendenti (stando a quanto hanno riferito i sindacati).
In questo contesto, oltre alle delucidazioni sul piano di produzione dei mezzi, occorrerà attendere disposizioni per quanto riguarda le posizioni dei lavoratori, che temono per gli scenari futuri.
(Foto tratta da Investire Oggi)


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