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Torna l’incubo degli incendi in Piemonte, questa volta va a fuoco il Musinè

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Il Musinè va a fuoco, torna l’incubo degli incendi in Piemonte: da inizio anno altro rogo dopo quello del Canavese, paura per una situazione simile a quella del 2017

Continuano le pessime notizie sul fronte ambientale: si sono verificati altri incendi in Piemonte.
La nostra regione si ritrova ad affrontare un problema molto serio, con il rischio di dover fare i conti con una situazione analoga a quella della fine del 2017.
Nell’ottobre di due anni fa, infatti, ettari di verde furono bruciati, per causa sia delle condizioni ambientali, sia delle bravate di alcuni incoscienti. La situazione, dopo diverse settimane, fu parzialmente risolta.
Ora, però, questo incubo sembra essere tornato. Ieri sera, intorno alle ore 19:00,  i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire per contrastare le fiamme le fiamme, che hanno avvolto il Musinè. Le forze dell’ordine e i volontari sono accorsi per spegnere un incendio boschivo, che  è divampato zona di Pian Dumiri, che si trova a poca distanza dalla pista tagliafuoco (quest’ultima viene utilizzata dagli escursionisti per raggiungere la cima del monte).
Ad aggravare la situazione c’è stato l’arrivo del vento, che ha contribuito a propagare le fiamme. I volontari, con i mezzi a disposizione, sono intervenuti tempestivamente con il supporto dei Carabinieri allo scopo di mettere in sicurezza l’area e mantenere tutto sotto controllo. Le operazioni si sono rivelate molto complicate.
Dall’inizio dell’anno, altri incendi sono divampati a Coazze e nel Canavese. Le località in cui sono stati segnalati roghi sono Corio e Levone. Per quel che riguarda quelli di ieri pomeriggio, è noto solamente che si tratta di incendi provocati dalla mano di alcuni piromani.
Già dalla fine dell’anno scorso, precisamente dal 30 dicembre 2018, dopo le rilevazioni del Centro funzionale Arpa, la Regione Piemonte aveva dichiarato lo stato di massima pericolosità per incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Una preoccupazione che, purtroppo, ha trovato riscontro concretamente.
L’auspicio è che non si verifichi la stessa emergenza che circa 15 mesi fa colpì il Piemonte (e in particolare l’area della provincia di Torino), che provocò danni ambientali ed economici disastrosi. Nelle prossime ore seguiranno aggiornamenti per comprendere l’esito della vicenda, anche se i pericoli sembrano scongiurati.


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