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FCA, a Torino torna la cassa integrazione: fermi oltre 6mila dipendenti, piano di investimenti in fase di revisione

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FCA, a Torino torna la cassa integrazione per oltre 6mila dipendenti: Manley annuncia revisioni al piano di investimenti

Dopo gli investimenti annunciati, i piani di FCA, a Torino, potrebbero essere ridimensionati.
Una notizia che circola già da diverse settimane, soprattutto con lo spettro dell’ecotassa, elemento che potrebbe portare il gruppi a rivedere il suo piano si sviluppo nei prossimi anni nel nostro Paese.
FCA, infatti, non ha nascosto la sua intenzione di rivedere il suo programma di investimenti e produzione negli stabilimenti della nostra città e delle altre regioni italiane. Uno dei punti fermi resterà la 500 elettrica, per la quale saranno approfonditi i discorsi durante l’anno prossimo. Ciò che è certo è che questa vettura vedrà la luce a Mirafiori.
Un altro nodo da sciogliere è la produzione del nuovo suv dell’Alfa Romeo, che sarà sì prodotto a Torino Mirafiori, ma che non rientra nel piano industriale appena varato (per la produzione si dovrà attendere la fine del 2022 e l’inizio del 2023).
Una situazione non proprio semplice, da decifrare, alla quale si aggiungono le note valutazioni dei vertici aziendali sul da farsi per correggere le strategie. Proprio per quanto concerne le strategie, l’amministratore delegato Mike Manley ha detto che sono in corso valutazioni, per le quali bisognerà attendere un esito. Per ora non è possibile sbilanciarsi su eventuali decisioni, che saranno rese pubbliche una volta studiate le mosse del gruppo.
Nel frattempo, per i dipendenti di Fiat Chrysler Automobiles dello stabilimento di Mirafiori si prospetta un triplo stop alla produzione. Nel mese di febbraio, ben 6mila e 529 lavoratori dovranno stare fermi nelle giornate dell’8, del 15 e del 22 del mese.
I sindacati, in merito a questa novità, appaiono molto preoccupati. Su tutti la Fiom, che, attraverso due suoi esponenti di spicco a livello locale come Edi Lazzi e Ugo Bolognesi, ha fatto sapere di vedere la situazione da un punto di vista piuttosto pessimista.
Questo perché il gruppo, specie negli anni 2017 e 2018, ha fatto spesso ricorso alla cassa integrazione ordinaria per la sospensione delle attività.
A ciò si aggiunge una sensazione di crisi per le Carrozzerie del torinese e alle difficoltà della Maserati di Grugliasco, determinate anche dall’assenza di un piano industriale adeguato, che preveda nuovi progetti e investimenti efficaci.
In questo scenario si colloca la richiesta di un incontro tra sindacati e azienda e una immediata attivazione di Regione Piemonte e Comune di Torino per cercare soluzioni alle avversità della situazione.
Seguiranno sviluppi su una vicenda che pare essere costantemente oggetto di colpi di scena.
(Foto tratta da Corriere del Mezzogiorno)


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