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Addio a cinque stazioni di servizio sull’autostrada Torino-Savona: attività cancellate da un decreto del 2015

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Addio a cinque stazioni di servizio sull’autostrada Torino-Savona: attività cancellate da un decreto del 2015, protesta dei gestori

Dopo i rincari, arriva un’altra brutta notizia per gli automobilisti: sull’autostrada Torino-Savona saranno cancellate cinque stazioni di servizio.
Si tratta di una disposizione legata al “piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio autostradale”, un decreto firmato nel 2015 dai ministri dei Trasporti, Maurizio Lupi, e dello Sviluppo, Federica Guidi del governo Renzi.
Nei suoi punti principali, il provvedimento disponeva la chiusura di 25 stazioni in tutta Italia entro il 2018. Di queste, cinque sarebbero state cancellate proprio sulla Torino-Savona.
Le attività che  saranno le seguenti
– Rio Colorè ovest (IP) alla progr. km 29+800 in carreggiata direzione Savona;
– Mondovì ovest (TOTALERG) alla progr. km 62+700 in carreggiata direzione Savona;
– Case Lidora ovest (TAMOIL) alla progr. km 103+300 in carreggiata direzione Savona;
– Priero est (IP) alla progr. km 84+300 in carreggiata direzione Torino;
– Rio dei Cocchi est (TAMOIL) alla progr. km 10+800 in carreggiata direzione Torino.
Al contrario, le aree di servizio che proseguiranno la propria attività:
– Rio dei Cocchi ovest (ESSO*) alla progr. km 10+800 in carreggiata direzione Savona;
– Rio Ghidone ovest (Q8*) alla progr. km 47+800 in carreggiata direzione Savona;
– Priero ovest (ESSO*) alla progr. km 84+000 in carreggiata direzione Savona;
– Carcare est (TAMOIL*) alla progr. km 107+600 in carreggiata direzione Torino;
– Mondovì est (ESSO*) alla progr. km 61+600 in carreggiata direzione Torino;
– Rio Ghidone est (TOTALERG*) alla progr. km 47+800 in carreggiata direzione Torino;
– Rio Colorè est (Q8*) alla progr. 29+800 in carreggiata direzione Torino.
Una situazione davvero spiacevole, anche a fronte delle lamentele di numerosi gestori coinvolti. Questi ultimi, infatti, affermano che molti di questi punti non sono in perdita e che, anzi, la loro chiusura rappresenta la morte di imprese sane. Senza contare, ovviamente, i posti di lavoro (circa 50) che andranno persi.
Dopo i rincari dei pedaggi, che hanno mandato su tutte le furie gli automobilisti piemontesi, arriva un altro aggiornamento negativo. Una novità, questa, che potrà arrecare grossi disagi a chi quotidianamente o anche solo per un week end di relax percorre questo tratto autostradale.


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