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L’ex stazione dell’ovovia di Italia ’61 sarà convertita in una “casa del parco”: nuova vita per la stazione Cavoretto

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L’ex stazione dell’ovovia di Italia ’61 si appresta a cambiare pelle: la stazione Cavoretto sarà trasformata in una “casa del parco”, una sala polivalente

L’ex stazione dell’ovovia di Italia ’61 si appresta a cambiare volto per sempre.

Se, nel corso di questi anni, questa grande attrazione era stata lasciata al completo abbandono, ora paiono esserci delle buone iniziative alla base del cambio di destinazione di queste strutture.

Nello specifico, le due stazioni di partenza e di arrivo dell’ovovia, che un tempo univa Nizza Millefonti a Cavoretto, sono state messe a bando. Saranno accessibili per associazioni ed enti senza scopo di lucro, i quali potranno incaricarsi della riconversione delle due strutture.

I potenziali progetti

Al momento, la sola stazione di Cavoretto sembra destinata a essere riqualificata, con un progetto che prevede la realizzazione di una “casa del parco”. Per la precisione, all’interno della struttura, dovrebbe essere costruita una sala polivalente, che andrebbe ad occupare gli spazi interni del salone circolare, per lo svolgimento di diverse funzioni.

L’obiettivo è quello di allestire una sala idonea per ospitare attività di aggregazione, come per esempio i ritrovi estivi per i ragazzi.

Si tratta di una ipotesi già preventivata e portata avanti in passato, che però non aveva trovato concreta applicazione. Ora, però, il progetto sembra convincente, tanto da poter restituire prestigio a una zona momentaneamente dimenticata della nostra città.

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Il progetto riguardante la stazione di Cavoretto, infatti, riuscirebbe perfino a rivalutare una bella porzione della collina, attirando maggiore interesse e visitatori nei suoi suggestivi sentieri.

Occorre intervenire in maniera tempestiva per rendere nuovamente agibili e per mettere in sicurezza queste due stazioni che, al momento, sono preda del degrado. Per quanto concerne entrambe le stazioni, i soggetti intenzionati a farsi avanti per investire dovranno farsi carico delle operazioni (e ovviamente dei costi) per la riqualificazione degli spazi interni ed esterni. Una serie di accorgimenti per il quale sarà necessario il coinvolgimento di associazioni ed enti realmente interessati al rilancio della zona.

Il glorioso passato dell’ovovia

Il rilancio delle stazioni dell’ovovia rappresenterebbe una grande soddisfazione per Torino. Verrebbe recuperato un pezzo di memoria della storia recente della città, di quel sistema di trasporto che, ai tempi, rese il capoluogo piemontese una città futuristica.

Basti pensare che, dall’attuale zona della Scuola di Amministrazione Aziendale, 61 piccole cabine biposto collegavano la zona dell’Expo con il Parco Europa Cavoretto. A 10 metri dal suolo correva un cavo, sul quale scorrevano 61 piccole cabine. Vi erano 118 metri di dislivello tra la stazione di partenza e quella di arrivo, in un percorso lungo 871 metri per una funivia amica dell’ambiente, alimentata ad energia elettrica.

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Insomma, una traccia di modernità che va al più presto recuperata, con iniziative che possano concretamente ridare slancio a questo simbolo di un passato glorioso.



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