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I 18 migliori ristoranti di Torino secondo Dissapore: tante proposte blasonate e locali meno noti

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Ecco quali sono i 18 migliori ristoranti di Torino secondo Dissapore

Nel corso degli ultimi anni, il mondo della ristorazione torinese è cambiata stravolgendo le gerarchie precedenti, ma ecco la lista dei 18 migliori ristoranti di Torino secondo Dissapore.
Nella lista, formata da 15 ristoranti e 3 osterie, appaiono locali blasonati a cui sono affiancate proposte meno conosciute, ma comunque imperdibili.
Tra i nomi più blasonati troviamo il Del Cambio, il ristorante preferito di Cavour, e il Cannavacciuolo Bistrot dello chef stellato di Vico Equense.
Nell’elenco troviamo anche Edit Restaurant, il nuovo spazio polifunzionale che ha trasformato un’area industriale della città in un polo di riferimento gastronomico. Qui la cucina vegetariana convive con i soffici lievitati, i caratteristici risotti in latta dei Costardi Bros, un birrificio artigianale con birre provenienti da tutta Italia, una caffetteria e uno dei migliori cocktail bar di Torino.
In lista spunta anche il Piano 35, il ristorante del Grattacielo Intesa Sanpaolo che attualmente è momentaneamente chiuso e aspetta una nuova gestione.
Altro ristorante noto per la sua carta vini è il Magazzino 52. La sua vasta e rinomata cantina lo annoverano come uno dei ristoranti con le migliori bottiglie di Torino al pari del Cambio. I piatti proposti sono pochi, ma sono tutti legati alla grande tradizione culinaria piemontese.
Spazio 7, invece, è una delle rivelazioni dell’anno appena concluso. Il ristorante che occupa gli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, si è anche aggiudicato la prestigiosa stella Michelin.
La lista presenta anche il ristorante Condividere nel nuovo quartier generale della Lavazza. Si tratta di una novità assoluta che si basa su un format il cui obiettivo è la condivisione.
Poi abbiamo due punte di diamante della bistronomie torinese: il Ristorante Consorzio con il suo imperdibile quinto quarto, e lo Scannabue con tutti i piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna.
Nella lista c’è anche il Magorabin. Una cucina eccentrica che ha creato il celebre amuse bouche, il gianduiotto ripieno di foie gras, e il pre-dessert al bloody mary.
In elenco anche Casa Vicina, dentro il punto vendita Eataly Lingotto. Il ristorante, primo del marchio Eataly, ha già conquistato un stella Michelin. Il suo punto di forza è la regionalità: ogni piatto ha i sapori del Piemonte.
Altro storico ristorante citato nella lista è Al Gatto Nero, gestito dalla famiglia Vanelli. Qui i piatti della tradizione piemontese e toscana si uniscono in un connubio di sapori rivisitati e ammodernati.
Dissapore cita anche La Limonaia, un ristorante fuori dal comune con una cucina capace di mixare fermentazioni, erbe aromatiche e note etniche.
Chiodi Latini, il ristorante dello chef Antonio Chiodi Latini appunto, porta in città la sua cucina “vegetale integrale”. Da provare anche la nuova pasticceria di via Bertola, che, dallo scorso ottobre,  propone un nuovo concept della pasticceria con barbabietole, cavolo nero e altri ortaggi.
Poi troviamo Gaudenzio vini e cucina: un menù non molto lungo, ma tutti i piatti hanno sapori decisi e sono all’insegna della sorpresa.
C’è anche il Quadre che più che un ristorante si può anche intendere come osteria. Piatti sfiziosi e ricette classiche abbinate a birre artigianali e tante etichette.
Un’altra osteria nominata nella lista è Le Vitel Étonne, nel cuore turistico di Torino. Come si può intuire dall’insegna, il piatto forte è il vitello tonnato, ma nel menù si trovano tutti i confortevoli piatti della tradizione piemontese.
Infine, l’Osteria Antiche Sere propone tutti quei piatti demodé, ma pur sempre apprezzati come il tonino elettrico con il bagnetto verde, la bagna caoda, l’antipasto misto piemontese, carpione e panna cotta. Il paradiso dei nostalgici tradizionalisti e conservatori dei piatti cardine della tradizione piemontese.


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