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Alla Reggia di Venaria la Mostra con i capolavori di Piffetti

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La Reggia di Venaria accoglie la Mostra con i capolavori di Piffetti

Da giovedì 20 dicembre, presso le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria, sarà possibile visitare la Mostra con i capolavori di Piffetti. 
La mostra, dal titolo “Mestieri preziosi. Il Piffetti ritrovato è altri capolavori” sarà aperta al pubblico fino a data da destinarsi. Infatti, non è stata ancora fissata la data di chiusura.
Saranno solo cinque i manufatti in esposizione: un tavolo da muro, un cofanetto, un paleotto d’altare, una scrivania con scansia, meglio nota come il mobile più bello del mondo, e una scrivania “ritrovata” qualche mese fa.
La vicenda della scrivania “ritrovata” nasce nella primavera scorsa grazie alla mostra “Genio e Maestria. Mobili e ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento”, sempre allestita alla Reggia.
Fu proprio in quella circostanza che la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Torino segnalò l’assenza di una delle più famose opere del maestro ebanista. Con l’occasione la Procura della Repubblica di Torino avviò le indagini.
La preziosa scrivania è stata ritrovata lo scorso luglio dai carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Torino. L’opera era irreperibile da più di sessant’anni. Infatti, la scrivania venne venduta nel secondo dopoguerra ad un privato cittadino per poi essere portata all’estero senza autorizzazione. Da quel momento se ne erano perse le tracce.
Si tratta dello scrittoio che Pietro Piffetti, primo ebanista del Re, ideò per essere collocato in una nicchia di Palazzo Chiablese. Proprio per questa sua prestigiosa posizione, la scrivania era considerata un bene immobile e, quindi, di proprietà del Demanio.
La mostra è promossa dal Consorzio delle Residenze Sabaude con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Torino, del Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” Intesa Sanpaolo.
Le cinque opere in esposizione sono tutti prestiti provenienti dalla collezione Intesa Sanpaolo, dai Musei Reali – Palazzo Reale, dalla Chiesa di San Filippo Neri e da Ca’ Rezzonico a Venezia.
Inoltre, tutti i capolavori sono stati restaurati dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.
Oltre alla cosiddetta scrivania “ritrovata”, gli occhi saranno puntati sulla scrivania del duca di Chiablese, il mobile più bello del mondo (nella foto sotto).
Si tratta di una scrivania a doppio corpo con pregiati intarsi di avorio e madreperla, realizzata dal Piffetti tra il 1767 e il 1768. Un capolavoro del valore di oltre due milioni di euro.
Al termine della rassegna, l’opera tornerà nella sala ducale di Palazzo Chiablese.
Dunque, grazie a questa mostra, la figura del Piffetti si eleva a maestro assoluto del legno del Settecento.


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