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La “sòma d’aj” : storia della merenda tipica piemontese

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La "sòma d'aj" : storia della merenda tipica piemontese
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Chi si ricorda la merenda tipica piemontese di tanti anni fa? Non tutti ne hanno memoria ma molti sì. Stiamo parlando della “sòma d’aj”!

Pane abbrustolito con una strofinata d’aglio, un pizzico di sale e un filo d’olio. Ecco a voi la “sòma d’aj”, la merenda tipica piemontese dei nostri nonni (sicuramente non dei miei dato che sono del Sud)! In quanti l’hanno assaggiata? Se avete origini piemontesi sicuramente ne avete sentito parlare, in caso contrario la curiosità non vi farà resistere e quindi proseguirete nella lettura.

La Nutella ancora non c’era e quindi questa bontà era l’unico modo per spezzare l’appetito prima della cena. Nelle Langhe e nell’astigiano i bambini apprezzavano molto questo pane abbrustolito (da non confondere con la bruschetta).

Come si preparava? Le nonne prendevano 200/250 g di “grisia” (una forma di pane), la mettevano nel forno a legna e la cuocevano; si prendeva solo la parte superiore perché presentava una crosta molto rugosa. Strofinavano uno spicchio d’aglio, spargevano un filo d’olio e infine un po’ di sale. In periodo di vendemmia la “sòma d’aj” veniva accompagnata da un grappolo di uva barbera, lavato con fresca acqua di pozzo.

Oggi sono in pochi quelli che ancora mangiano questo piatto povero contadino. Pensate che è stato rivisitato in molte zone: nel biellese e canavese aggiungono delle fettine di lardo, mentre in altre zone mettono anche dei bei pomodori maturi.

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(credit foto: CookEatShare)



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