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Enrico Federico Jest e la storia della prima fotografia di Torino

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Enrico Federico Jest e la storia della prima fotografia di Torino
Enrico Federico Jest e la storia della prima fotografia di Torino
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Era l’8 ottobre 1839 quando Enrico Federico Jest scattò la prima fotografia di Torino: una veduta della Gran Madre di Dio che sconvolse la città.

Era il 1839 quando venne scattata la prima fotografia di Torino, una veduta sulla Gran Madre di Dio. Lo scatto di Enrico Federico Jets sconvolse e impressionò tutta la città. I torinesi erano emozionati, galvanizzati, nessuno aveva visto fino ad allora qualcosa di così straodinario. Ma che cos’era quell’oggetto meraviglioso incredibilmente ingombrante ma tremendamente affascinante? Quali erano le potenzialità di quella scatoletta nera misteriosa?

 

Nemmeno gli artisti e gli aristocratici, all’avanquardia rispetto agli altri cittadini, riuscivano a capacitarsi rispetto a cosa ci avrebbe portato la fotografia. Tutti erano in attesa di scoprirlo.

 

L’approccio alla fotografia però non sarà semplice. Occorre dunque conoscere molto bene il mezzo e possedere delle competenze specifiche in vari ambiti tra cui quello di ottica e di chimica. Da sempre poi gli strumenti fotografici, proprio perchè estremamente tecnologici e all’avanguardia, sono molto costosi. Ma la novità passa non solo a causa della scarsa reperibilità e degli ingenti costi ma anche per il suo essere un oggetto elitario dall’utilizzo complesso.

 

Fotografia e borghesia

 

Le politiche di Carlo Alberto aprono Torino al mondo, lanciando uno scambio culturale con i cugini francesi e portando così numerosi fotografi con le relative novità che le classi agiate torinesi fanno subito proprie. La borghesia della città è in ascesa e intende raggiungere rapidamente posizioni di potere. Il mezzo ideale a questo scopo sarà la fotografia.

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Un rirtatto fotografico che sfoggia le ricchezze delle famiglie agghindate da ori così come da abiti maestosi e pezzi d’arte sullo sfondo inizia ad essere considerato al pari di un dipinto commissionato ad un pittore. La fotografia è comunque più economica di un ritratto. La città inizia a popolarsi di nuovi atelier di fotografia per il mondo della Torino borghese. Anche la famiglia Reale cede così alla nuova moda del ritratto fotografico.

 

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Dai ritratti a forma d’arte

 

La fotografia inizia a rimpiazzare così gli altri mezzi di riproduzione tradizionale allargandosi da mezzo per famiglie borghesi a forma d’arte. Verso la fine del secolo viene perfezionata e resa più disponibile rispetto al 1839, l’anno della prima fotografia di Torino. Diventa infatti la protagonista indiscussa di mostre, manifestazioni ed esposizioni nazionali e internazionali. Ancora oggi è una delle forme d’arte più apprezzate e considerate della scena artistica contemporanea.



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