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Confermata la chiusura di Pernigotti: il Governo prova a mediare, i proprietari disertano gli incontri

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Confermata la chiusura di Pernigotti: il Governo prova a mediare, i proprietari disertano gli incontri
Confermata la chiusura di Pernigotti: il Governo prova a mediare, i proprietari disertano gli incontri
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La chiusura di Pernigotti è stata confermata dai proprietari: ultimi disperati tentativi del Governo per salvare la storica azienda di Novi, orgoglio del Piemonte e di tutta Italia

 

La chiusura di Pernigotti sembra essere sempre più vicina.

 

La triste notizia era circolata già durante la scorsa settimana, quando, presso la sede dell’Unione Industriali di Alessandria, era stato annunciato lo stop alla produzione nello stabilimento di Novi, in viale della Rimembranza.

 

Il marchio fa parte da tempo della Toksoz Group. Proprio la famiglia turca Toksoz ha deciso di vendere il marchio. Una scelta, quella dei proprietari, che ha come diretta conseguenza il licenziamento dei 100 dipendenti diretti e dei 130 interinali che vi hanno lavorato fino ad ora.

 

Il Governo ha disposto un tavolo di trattative, con il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che ha avuto modo di parlare solo con il consulente legale, il direttore finanziario e il direttore del personale dell’azienda. I proprietari hanno disertato l’incontro, chiudendo di fatto a possibili ripensamenti. Dovranno però rispondere alla convocazione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che intende incontrarli per risolvere la questione. L’intenzione è quella di mantenere la produzione nella sua sede d’origine, senza delocalizzazioni in altre parti d’Italia (come era stato proposto) o, peggio ancora, in altri Paesi.

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L’azienda, che è stata fondata proprio nella cittadina in provincia di Alessandria, vanta una storia davvero longeva, lunga ben 158 anni, e piena di soddisfazioni. Dal 1860 (anno della sua nascita) a oggi si è affermata come una delle aziende leader nel settore dolciario, attraverso la produzione e la distribuzione di delizie come i torroncini, le praline, i gianduiotti, le uova di Pasqua e molto altro. Un vero e proprio orgoglio per il Piemonte e per tutta Italia.

 

 

Le speranze sono ormai ridotte all’osso e pare che stia per calare il sipario su un pezzo di storia della nostra regione.



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