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Il Casinò di Saint-Vincent vicino alla chiusura: chiesto il fallimento dell’attività

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Il Casinò di Saint-Vincent vicinissimo alla chiusura: chiesto il fallimento dalla Procura di Aosta

Il Casinò di Saint-Vincent è vicinissimo alla chiusura.
Si tratta di una delle mete più amate dagli appassionati di scommesse e dai signori benestanti torinesi (e non). Ha visto la luce nel marzo del 1947 e, dopo oltre 70 anni di attività, continua a dare lavoro a circa 600 dipendenti (i quali si occupano anche del Grand Hotel Billia a 5 stelle).
Questo vero e proprio simbolo della vita mondana, per il quale erano stati investito 100 milioni di euro solo otto anni fa per la sua ristrutturazione, rischia di chiudere per un rosso di svariate decine di milioni di euro. Per la precisione, il passivo ammonta complessivamente a 77 milioni di euro. Di questi, 68,5 milioni sono debiti nei confronti di istituti bancari e finanziari, 4,5 milioni nei confronti di fornitori e altri 3,9 milioni sono quantificati in debiti tributari e previdenziali.
Nonostante stia arrivando qualche segnale positivo negli ultimi periodi, la Procura di Aosta ha richiesto il fallimento dell’attività per la sua alta esposizione debitoria. Le motivazioni di questa richiesta sono la grave insolvenza, la situazione debitoria e le linee di credito sostanzialmente chiuse.
Insomma, il Casinò non naviga in buone acque, anche se ha ancora qualche possibilità di restare aperto. Stando ai conteggi sulle disponibilità economiche e sui costi da coprire, se la società volesse rispettare e pagare tutto il dovuto, potrebbe mettere sul piatto risorse economiche di tutto rispetto. Riuscirebbe a ridurre il debito fino a qualche milione di euro. Le sarebbero necessari, oltre alle proprie disponibilità economiche, altri 11 milioni di euro.
La vicenda, dunque, sarà più chiara una volta che saranno sciolte le ultime riserve sulle intenzioni delle parti coinvolte. Il tutto nella speranza che il Casinò venga mantenuto aperto, anche e soprattutto per i suoi lavoratori.


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