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Storia delle fate del Piemonte: tra favola e mitologia

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Storia delle fate del Piemonte: tra favola e mitologia
Storia delle fate del Piemonte: tra favola e mitologia
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Creature mistiche, fiabesche e mitologiche, le fate del Piemonte sono legate alla natura e alla protezione dei raccolti.

Quanti di voi quando erano bambini andavano in nei boschi alla ricerca dei folletti? La scuola organizzava queste uscite didattiche e noi bambini eravamo ben contenti di poter cercare i magici gnomi. Esistono persino le fate del Piemonte, leggiadre, buone, protettrici dei raccolti e della natura in generale.

Nella nostra bella regione si narrano storie a proposito di tre fatine, una solitaria che ha aiutato i montanari della Val Germanasca a costruire un acquedotto tra le rocce, prendendosi gioco del Diavolo che, desiderando la fanciulla più bella della zona, aiutò gli abitanti. Un’altra leggenda narra di una fata bellissima che di notte filava senza sosta per soddisfare le necessità dei montanari che abitavano la zona tra Pramollo e San Germano. Lei sotto la luna splendente, su di una roccia (chiamata La Cerpeniëra), filava ininterrottamente. L’ultima storia riguarda le fate dell’Orsiera, gentili e disponibili, che distribuiscono la loro sapienza in fatto di erbe officinali tra i montanari dell’alta Valle.

Queste sono semplici favole da raccontare ai bambini o da cui prendere spunto per creare fiabe meravigliose. Però ci piace pensare che le fate del Piemonte siano creature buone e gentili che corrono in aiuto di contadini (e non solo).

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