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La Valle d’Aosta vieta i cellulari in classe, normativa presto anche in Piemonte?

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La Valle d’Aosta vieta i cellulari in classe, normativa presto anche in Piemonte?
La Valle d’Aosta vieta i cellulari in classe, normativa presto anche in Piemonte?
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La Valle d’Aosta vieta i cellulari in classe, normativa presto anche in Piemonte? Uno studente su due ne fa uso

 

La Valle d’Aosta vieta i cellulari in classe.

 

La regione confinante solo con il Piemonte ha disposto il divieto dell’uso dello smartphone agli studenti di ogni ordine e grado, partendo dalla materna fino ad arrivare al liceo.

 

L’obiettivo di questa nuova normativa è quello di strappare i giovani al mondo del we nelle ore di impegno scolastico. Uno scopo sacrosanto, che ne gli ultimi anni sta venendo sempre meno. Già, perché numerosi studi a livello nazionale e locale dimostrano come almeno uno studente su due utilizzi il suo telefono durante le ore di lezione. I dati, però, potrebbero essere anche più allarmanti, se si analizzasse il comportamento degli alunni durante l’intero orario scolastico.

 

Per rimediare a questa situazione non certo edificante, la Valle d’Aosta ha condotto a buon fine questa nobile battaglia. Come hanno spiegato anche alcuni membri dell’amministrazione regionale, è necessario creare il giusto clima per incentivare l’apprendimento, la concentrazione e i rapporti degli allievi con i compagni e gli insegnanti. L’unica eccezione riguarda specifiche attività didattiche, per le quali si potrà fare uso dei dispositivi.

 

E le altre regioni? Il Piemonte e il resto d’Italia si devono attenere momentaneamente a una direttiva risalente al 2007. Tale disposizione, che ormai è superata da 11 anni (e, nel mentre, le abitudini sono cambiate radicalmente, vista la diffusione a macchia d’olio degli smartphone), prevede il generico divieto di utilizzo. L’ex Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli aveva acconsentito all’utilizzo dei cellulari, ma solo a determinate condizioni. Condizioni poi non meglio precisate, ma che nulla avevano a che fare con l’utilizzo per giocare, usare i social network, chattare e via dicendo.

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Insomma, si tratta di una normativa destinata a dividere, in quanto gli studenti sembrano non riuscire a fare a meno del loro telefono. Dall’altra parte della barricata ci sono i docenti, che gradirebbero maggiore attenzione e rispetto delle regole. Infine, nel mezzo ci sono i genitori, a metà tra coloro che vorrebbero che i figli tornassero ad imparare come si faceva anni fa e coloro che, invece, vorrebbero che i telefoni dei propri ragazzi fossero sempre accesi, per parlarci e assicurarsi costantemente di ciò che stanno facendo.

 

(Foto tratta da Wired.it)



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