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Crisi, a Torino un bimbo su quattro vive sotto la soglia della povertà

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Crisi, a Torino un bimbo su quattro vive sotto la soglia della povertà
Crisi, a Torino un bimbo su quattro vive sotto la soglia della povertà
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Crisi, a Torino un bambino su quattro vive sotto la soglia della povertà: dati allarmanti tra alcol, fumo e uso di stupefacenti tra gli adolescenti

 

La crisi, a Torino, sembra non volersi proprio arrestare.

 

Una piaga sociale che sta letteralmente mettendo alle strette tutti gli aspetti del tessuto sociale ormai da anni. Un duro avversario con cui fanno i conti tutti, con effetti che si ripercuotono anche e soprattutto sui più deboli. Come i bambini: di loro, uno su quattro vive in povertà nella nostra città.

 

Il capoluogo piemontese, infatti, conta 131mila e 704 minori iscritti all’Anagrafe. Un buon 25% vive in condizioni di povertà, mentre il 15% del totale vive addirittura sotto la soglia della povertà assoluta.

 

Le naturali conseguenze di queste difficoltà sono l’emarginazione, l’esclusione, la mancanza di sicurezza e la crescita costante del numero dei piccoli con patologie derivanti dalle condizioni del proprio contesto familiare.

 

Tra queste, è in aumento preoccupante il numero di casi di disabilità diagnosticata in età precoce, così come i disturbi dello spettro autistico e del comportamento (di varie tipologie). Cresce dunque il numero dei bambini depressi e ansiosi, principalmente per motivi economici o affettivi (mancanza di lavoro dei genitori o separazione degli stessi). Tristi notizie all’ordine del giorno, che provocano effetti anche molto gravi sui bambini.

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Senza contare le condizioni degli adolescenti. Il 57,7% di loro fuma: il 24,8% ha iniziato praticamente da bambino, tra 12 e 14 anni di età. Anche le quantità non sono ordinarie: basti pensare che il 35% di loro fuma dalle 4 alle 10 sigarette al giorno, mentre va oltre le 10 sigarette quotidiane il 10,2%.

 

Va ancora peggio per quanto riguarda gli alcolici. Vengono infatti consumati dal 62,2% dei ragazzi di età compresa tra i 13 e i 16 anni. A ciò va aggiunto che quasi un adolescente su due, sempre tra i 13 e i 16 anni, fa uso stupefacenti, per diverse motivazioni (moda, curiosità e problemi personali).

 

I dati sono stati raccolti dai questionari somministrati agli studenti di 12 licei di Torino e della prima cintura nell’ambito del “Progetto Giovani Cuori”. Un’iniziativa portata avanti dalla Cardiologia del Mauriziano, dalla Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi e dall’Associazione Italiana Cuore Rianimazione Lorenzo Greco.

 

Uno scenario abbastanza preoccupante, al quale il Comune sta cercando di porre rimedio con progetti ai quali collaborano enti del terzo settore, associazioni, fondazioni e Asl. Un contributo necessario per poter combattere la povertà e l’esclusione sociale, dando sostegno a chi vive sulla propria pelle tutti gli effetti dei disagi sociali della nostra quotidianità.



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