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Negozi etnici, a Torino e in tutta Italia chiusura obbligatoria alle 21 per combattere degrado e criminalità

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Negozi etnici, a Torino e in tutta Italia chiusura obbligatoria alle 21 per combattere degrado e criminalità
Negozi etnici, a Torino e in tutta Italia chiusura obbligatoria alle 21 per combattere degrado e criminalità

Negozi etnici, a Torino e in tutta Italia chiusura obbligatoria alle 21: nuove misure del Governo per combattere degrado e criminalità

Limitazioni in arrivo per i numerosi negozi etnici, a Torino e in tutta Italia.
È ciò che ha annunciato ieri il Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Quest’ultimo, in una diretta sulla sua pagina di Facebook, ha elencato alcuni dei dettagli delle nuove misure che l‘Esecutivo intende attuare nelle materie di competenza del leader della Lega.
I negozi etnici, nella nostra città, sono davvero numerosissimi, e si sono estesi a macchia d’olio su tutto il territorio cittadino nel corso degli ultimi anni. Una tendenza che ha portato non pochi problemi ai residenti delle zone ad alta concentrazione di questi locali.
Si tratta di attività che vendono qualsiasi genere di prodotti, principalmente alimentari e alcolici, che vengono anche frequentati, molto facilmente, da persone poco raccomandabili. Per questo, per combattere fenomeni di degrado e criminalità, sono stati già adottati provvedimenti per limitare l’apertura e lo svolgimento incontrollato di queste attività.
Ora, con le novità in arrivo dal Governo, questi negozi dovranno attenersi a un orario prestabilito, con chiusura fissata alle ore 21:00. Un modo come un altro per rendere più sicure le aree in queste attività sorgono, per allontanare ubriachi, spacciatori, malintenzionati o semplicemente persone chiassose.
Una stretta di cui risentiranno molti commercianti stranieri nel capoluogo piemontese (e non solo), che si trovano già a fare i conti con le limitazioni sulla vendita di alcolici e con molti altri controlli imposti dall’amministrazione comunale.
Una decisione destinata a dividere tra favorevoli e contrari, visto anche l’alto numero di giovani che, in cerca di posti in cui bere e mangiare a basso prezzo, vedono ormai come punti di riferimento questi locali.

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