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FCA, a Torino crisi profonda: produzione giù e più CIG, gli scenari futuri

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FCA, a Torino crisi profonda: produzione giù e più CIG, ecco quali potrebbero essere gli scenari futuri

Dopo cinque anni di crescita, la produzione di FCA, a Torino, è calata vertiginosamente.
Il gruppo sembra vivere, almeno nella nostra città, una delle fasi più critiche dell’ultimo decennio. Dal 2013 a oggi, infatti, si era verificata una inversione di tendenza, con un aumento graduale della produzione anno per anno.
Dopo la morte di Sergio Marchionne (e a partire dall’inizio del 2018), l’attività dei siti produttivi torinesi ha subito una forte contrazione.
Nei primi nove mesi di quest’anno, stando a quanto affermano i dati raccolti da Fim-Cisl, c’è stato un calo di produzione del 31% nello stabilimento di Mirafiori e del 23,3% alla Maserati di Grugliasco. Senza contare che gli ammortizzatori sociali hanno visto un incremento, con il passaggio dall’8% all’11% delle pratiche.
Numeri piuttosto allarmanti, tenendo conto che questa estate ha visto l’uscita di scena dell‘Alfa Romeo MiTo e il rallentamento della produzione di Maserati Ghibli e Maserati Quattroporte.
Con la presentazione del nuovo piano industriale 2018-2022 e dopo i contatti con il nuovo amministratore delegato, Mike Manley, i sindacati avevano ottenuto informazioni abbastanza rassicuranti. Nello specifico, a Torino era stata garantita la realizzazione della 500 ad alimentazione elettrica e lo sbarco di alcuni dei nuovi modelli di Alfa, come la GTV e la 8C.
Occorrerà dunque attendere qualche mese per comprendere quale sarà il destino degli stabilimenti torinesi. Un destino che, nonostante le promesse, non pare essere così roseo.

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