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Il museo civico Pietro Micca ed il suo nuovo tour virtuale: per una cultura accessibile a tutti!

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Il museo civico Pietro Micca ed il suo nuovo tour virtuale: per una cultura accessibile a tutti!
Il museo civico Pietro Micca ed il suo nuovo tour virtuale: per una cultura accessibile a tutti!
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Il museo civico Pietro Micca ed il suo nuovo tour virtuale: per una cultura accessibile a tutti!

 

È in arrivo una grande novità per il museo civico Pietro Micca, novità che rientra nel progetto del Comune «Torino verso una città accessibile. Progettare cultura per tutti». Presto, infatti, sarà possibile accedere alle gallerie sotterranee che si trovano a 14 metri sotto il livello della strada, mediante una postazione di visita virtuale. Ecco la soluzione per chi soffre di claustrofobia o per chiunque non voglia avventurarsi nella discesa tra tunnel angusti.

 

La notizia giunge dal generale Franco Cravarezza proprio in questa giornata, particolarmente significativa per via dei rimandi storico-culturali che porta con sé. Proprio 60 anni fa, il 1° ottobre del 1958, il capitano Guido Amoretti durante gli scavi nel sottosuolo della antica Cittadella, ritrovò la scala di Pietro Micca. Grazie alla sua straordinaria scoperta, Amoretti ha permesso di rivolgere lo sguardo con più accortezza e ricettività alla storia della Città. L’annuncio quindi arriva proprio oggi per commemorare la scoperta di Guido Amoretti, ma anche per ricordare la sua scomparsa nel 2008.

 

Le novità non si esauriscono qui perché sono in programma altri cambiamenti. Come riferisce il direttore del museo civico Pietro Micca, il generale Franco Cravarezza, verrà ridefinito il percorso di visita in maniera da renderlo più semplice. Inoltre, tra poche settimane, verrà inaugurato un percorso di visita serale, che collegherà il museo ad altre due aree sotterranee appartenenti al sistema difensivo torinese, ovvero il Rivellino degli invalidi di corso Galileo Ferraris 14 e il Pastiss di via Papacino 2.

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La primavera porterà con sé un’altra novità. Sarà possibile accedere al Cisternone, il grande pozzo cinquecentesco che, con i suoi 16 metri di profondità ed i suoi 20 metri di diametro, era stato progettato con due rampe elicoidali per permettere l’accesso idrico in caso di assedio. Siccome è collocato nel sotterraneo di una scuola, sarà possibile accedervi, almeno inizialmente, solo di giorno.

Andrea Mistretta

(Foto tratta da MuseoTorino)



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