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Gauguin a Torino: quando la tela rubata finì a Porta Nuova

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Gauguin a Torino: quando la tela rubata finì a Porta Nuova

A volte, capita che succedano cose strane. Per esempio che un quadro di inestimabile valore finisca nel ripostiglio degli “oggetti smarriti” di una stazione del treno, e lì rimanga per mesi senza che nessuno se ne accorga. Questa è la storia della tela di Gauguin a Torino, una storia strana e un po’ romantica che parte da molto lontano. Precisamente da Londra, la capitale d’oltremanica.

Da Londra a Torino: un viaggio rocambolesco

Siamo a Londra nel 1970, nello specifico a casa dei coniugi Marks e Kennedy, proprietari della catena d’abbigliamento Marks & Spencer, quando la storia del “Fruits sur une table ou nature au petit chien” ha inizio. I due conservavano la tela del maestro Gauguin in casa, assieme a un’opera di Pierre Bonnard, finché un giorno qualcuno riuscì a trafugare i quadri. Inizia così il viaggio della tela di Gauguin a Torino.

Passata in treno la manica, il quadro viene caricato sul treno Parigi-Torino per poi essere rivenduto al mercato nero senza suscitare sospetti, lontano dal luogo del furto e al riparo da curiosi. Succede però un imprevisto e i due quadri vengono lasciati, probabilmente in seguito a un controllo alla frontiera, nel porta pacchi dello scompartimento. Arriveranno così incustoditi a Torino, alla stazione di Porta Nuova, e lì rimarranno finché il personale delle pulizie non li troverà. Finalmente, è arrivato un Gauguin a Torino. Peccato che nessuno se ne sia accorto.

Un capolavoro da 35 milioni

I due quadri restano per mesi nell’ufficio degli oggetti smarriti di Porta Nuova, senza che nessuno se ne curi, assieme a ombrelli, cappelli, valigie e quant’altro. Sarà un operaio della Fiat di nome Nicolò il fortunato che, durante un’asta nel 1975, acquisterà entrambi i quadri per 45.000 lire, circa 250 euro di oggi.

Un ottimo affare, considerando che il valore della tela si attesta attorno ai 35 milioni di euro. La tela di Gauguin resterà a Torino per anni, nel salotto dell’operaio, fino alla pensione. Poi si muoverà a Siracusa assieme al suo nuovo proprietario. Molti anni dopo, il nipote riconoscerà la tela esposta in soggiorno e, convocati alcuni periti, ne farà attestare l’autenticità.

Una storia strana, abbiamo detto, quella che ha portato un pezzo di Gauguin a Torino. Una storia a lieto fine, considerando che, coi proventi della vendita, l’operaio ormai in pensione è riuscito a portare la propria moglie a fare quel viaggio di nozze che tanto desideravano, ma che mai avevano avuto l’opportunità di fare.

“Se ami l’arte, l’arte ti ripaga”. Queste le parole di Nicolò al giornalista de La Repubblica che lo ha intervistò. Come dargli torto?

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