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Allarme dalle biblioteche di Torino: rischio chiusura per numerose ragioni

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Le biblioteche di Torino lanciano l’allarme: troppi fattori mettono le strutture a rischio chiusura, personale anziano e niente investimenti

Le biblioteche di Torino sono in serio pericolo.
L’allarme è stato lanciato proprio dai rappresentanti, che hanno denunciato una situazione abbastanza grave. Uno scenario che presenta tratti negativi per molti versi, viste le numerose condizioni negative con cui le strutture pubbliche su trovano a fare i conti.
Nello specifico, le biblioteche di Torino lamentano la disponibilità di scarse risorse economiche, che impediscono agli operatori di svolgere un lavoro adeguato. Quest’anno, il Comune ha stanziato 400mila euro per far fronte alle spese. Una cifra non indifferente, ma che gli addetti non ritengono sufficiente per sopperire a tutte le problematiche che si sono create negli anni.
Dal 2001, infatti, le assunzioni sono praticamente ferme. Urge l’assunzione di nuovo personale, che però non viene inserito ormai da troppi anni. L’età media dei dipendenti continua a crescere (tocca quota 55 anni) e, molto spesso, invece di integrare gli organici con nuovi assunti, si preferisce adottare la strada della riduzione degli orari. Basti pensare che solo sette biblioteche restano aperte a tempo pieno, dalle 08:15 alle 19:45.
Nella nostra città sono 18 le biblioteche civiche, che danno lavoro a 253 addetti.
In questi anni sono stati numerosi i pensionamenti e, nei prossimi due anni, altre venti persone termineranno il proprio percorso lavorativo. L’ultima vera campagna consistente di assunzioni risale agli Anni Ottanta: è passato troppo tempo.
Il futuro sembra più incerto anche per via della sicurezza. Più volte i lavoratori hanno segnalato la frequente presenza, in determinate zone, di persone poco raccomandabili, che costituiscono un pericolo per le proprie condizioni personali.
Un quadro abbastanza allarmante, che dovrebbe spingere l’amministrazione comunale a dare la priorità a questi problemi. Occorre intervenire in tempi ristretti per evitare che luoghi di ritrovo e di cultura, per giovani e non, diventino abbandonati. Si tratta di punti di riferimento per la comunità, che ha bisogno delle biblioteche per un senso di civiltà.


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