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Lavoro, il Piemonte punta al Nord Europa: orari ridotti e più occupazione per tutti

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Lavoro, il Piemonte punta al modello del Nord Europa: orari ridotti e più occupazione per tutti

Su una delicata tematica come quella del lavoro, il Piemonte sta cercando di muoversi in maniera adeguata, poiché i segni della crisi sono ancora ben visibili.
Il tasso di disoccupazione è ancora alto, con il dato che sale in maniera evidente se si parla esclusivamente della disoccupazione giovanile. Quali possono essere, dunque, le contromosse da adottare per fare fronte a questa situazione difficile?
Si potrebbe copiare un modello che tanto sta riscuotendo popolarità nel Nord Europa, che consiste nella riduzione degli orari lavorativi dei dipendenti già assunti. La diminuzione delle ore comporterebbe dunque la necessità di assumere altre persone e, dunque, di creare nuovi posti di lavoro.
È un po’ ciò che sta accadendo in diversi Paesi, come Danimarca, Svezia e Germania, che stanno sperimentando questa novità in diversi settori. Non solo nel pubblico, ma anche nel privato.
La proposta è stata fatta alla Regione Piemonte dal partito Liberi e Uguali, che ha anche specificato come potrebbe essere riproposto, nella nostra regione, questo modello.
Si potrebbe fare ricorso al “contratto di solidarietà espansiva”. Il progetto prevede l’organizzazione degli orari di lavoro di un’ora e mezza al giorno. Ogni quattro lavoratori, vengono risparmiate sette ore e mezza di lavoro al giorno. Su tutta la settimana, sarebbero trenta le ore risparmiate. Dunque, potrebbe essere realizzata una nuova assunzione per coprire le ore lasciate vuote.
I turni e le flessibilità dovrebbero essere poi stabiliti in base alle esigenze e le richieste di aziende e dipendenti, con le modalità di riduzioni disposte in modalità orizzontale o verticale.
L’obiettivo di questa iniziativa non è solo quello di creare nuovi posti di lavoro. Ci sarebbero effetti positivi anche sulla riduzione dello stress e sull’aumento della produttività, legati al maggior tempo libero da dedicare a sé stessi e alle proprie famiglie.
Una soluzione interessante che, se approvata, renderebbe il  Piemonte città apripista di un nuovo modo di concepire il lavoro.
(Foto tratta www.anee.it)


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