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Maria Pia Hospital, operata una donna “inoperabile”: le imposizioni della religione dietro alle difficoltà

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Maria Pia Hospital, operata una donna “inoperabile”: le imposizioni della religione dietro alle difficoltà
Maria Pia Hospital, operata una donna “inoperabile”: le imposizioni della religione dietro alle difficoltà

Maria Pia Hospital, operata una donna “inoperabile”: era necessaria la trasfusione, ma è Testimone di Geova e serviva un intervento diverso

 

Al Maria Pia Hospital è stata operata una donna che nessuno poteva operare.

 

Una frase che, a prima impressione, sembrerebbe molto strana, ma che in realtà nasconde una storia abbastanza travagliata.

 

La paziente, una donna pugliese di 62 anni, era affetta da un grave caso di dissenzione aortica. La signora poteva essere curata anche con le trasfusioni, ma, essendo Testimone di Geova, gli obblighi religiosi le imponevano il divieto di ricorrere a questa pratica.

 

Così, la donna si è messa alla ricerca di strutture specializzate in grado di aiutarla a risolvere il suo problema. In molti casi, vista la sua richiesta di non eseguire le trasfusioni, le cliniche e gli ospedali a cui si è rivolta in giro per l’Italia le hanno negato la possibilità di intervenire.

 

Fortunatamente, la donna è riuscita a giungere al Maria Pia Hospital, di Torino. Qui, dopo tre mesi di osservazione, la paziente è stata sottoposta a un’operazione durata undici ore, che ha visto impegnati undici specialisti. La donna è stata operata mediante un intervento di Debranching senza emotrasfusioni con tecnica bloodless. Ora le condizioni della 62enne sono buone e la lacerazione dell’aorta è stata bloccata.

 

Uno strano e difficile caso risolto a Torino, che dimostra come le strutture ospedaliere del capoluogo piemontese siano pronte ad affrontare qualsiasi evenienza.

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