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Torino, piazza San Carlo ha bisogno di una riqualificazione: l’allarme del Caffè San Carlo

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Torino, piazza San Carlo ha bisogno di una riqualificazione: l’allarme del Caffè San Carlo

Torinopiazza San Carlo è considerata uno dei luoghi più aulici e storici della città.
Un punto di riferimento per i turisti e, soprattutto, per i torinesi, che si trova oggi ad affrontare forse il periodo più complicato della sua storia, almeno negli ultimi decenni.
Una delle vicende che maggiormente simboleggiano è quella dei clochard Danilo e Federica. Per loro era stata trovata una sistemazione temporanea, ma i due sono tornati a vivere in strada.
A questo e altri casi simili, l’amministrazione comunale ha tentato di porre rimedio installando fioriere e altri elementi urbani, in modo da scoraggiare la formazione di altri giacigli.
Nei giorni scorsi, La Stampa è venuta in contatto con l’ambiente del Caffè San Carlo. Una delle punte di di manate della piazza si sente minacciata dalla situazione che si sta venendo a creare, poiché la crisi sta colpendo in maniera sempre più pesante i portici.
L’addio del Caval ‘d Brons e la prossima chiusura di Olympic, annunciata per la primavera del 2019, stanno portando via piano piano tutti i negozi storici dalla piazza. Una triste realtà che si riflette sul Caffè San Carlo, che ha dichiarato al quotidiano torinese di aver perso almeno il 30% dell’incasso nell’ultimo anno e mezzo.
Una testimonianza del fatto che la crisi sia tutt’altro che alle spalle. Una crisi che andrebbe affrontata con una riqualificazione degli ambienti, anche e soprattutto del centro, visto che sono il biglietto da visita per i turisti che arrivano in città.
Uno scenario davvero negativo, che induce a riflettere sul da farsi, per evitare che altre attività simbolo chiudano i battenti. L’idea sarebbe quella di attirare nuovi eventi e organizzare particolari kermesse, per dare slancio ai portici. Senza tralasciare il tema della sicurezza, dato che alcuni angoli di piazza San Carlo (e non solo, in centro città) sono diventati ormai troppo bui e poco raccomandabili.
Occorre più che mai fermare un inesorabile declino che va avanti dalla tragica notte del 3 giugno 2017: una data che ha segnato particolare la storia di questo pezzo del cuore di Torino.


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