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Parco Nazionale del Gran Paradiso: il parco nazionale più antico d’Italia

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Parco Nazionale del Gran Paradiso: il parco nazionale più antico d'Italia
Parco Nazionale del Gran Paradiso: il parco nazionale più antico d'Italia
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Tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, il Parco Nazionale del Gran Paradiso è gestito dall’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso a Torino.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso è una zona protetta per metà in Valle d’Aosta e per metà in Piemonte. 70 mila ettari di superficie che accoglie cinque vallate in cui si trovano flora e fauna tipiche di quest’area. Ghiacciai, rocce, boschi di larici e abeti e poi lui, il simbolo del Gran Paradiso, lo stambecco alpino. Sapete che ne sono rimasti solo 416 dalla II Guerra Mondiale?

Storia e curiosità

Nella riserva del Gran Paradiso il re spesso e volentieri andava a caccia. Si diceva che il re Vittorio parlava bonariamente con gli abitanti della zona e tutti lo descrivevano come un uomo alla mano e che parlava in perfetto piemontese.

L’ultima caccia reale (sì, perché anche i successori di Re Vittorio amavano l’arte venatoria) è stata nel 1913. Vittorio Emanuele III, nel 1919, ha deciso di cedere questi territori allo Stato ma con un’indicazione ben precisa: avrebbero dovuto prendersene cura istituendo un parco nazionale. E così è stato.

Dal 2014 il Parco Nazionale del Gran Paradiso è stato inserito nella Green List mondiale delle aree protette. Esso è il massiccio principale ad oltre 4 mila metri che si trova in territorio italiano. Le valli principali sono:  Val di Rhêmes, Val di Cogne, Valsavarenche, Valle dell’Orco e Val Soana.

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Qui si trovano i laghi del Colle del Nivolet cui vi abbiamo parlato negli articoli precedenti.

Specie animali e floreali

Come vi abbiamo già detto il simbolo di questa zona è lo stambecco alpino ma non mancano: orsi, lupi, camosci e marmotte. Si possono trovare numerose specie di volatili: poiane, picchi, cince, pernici bianche, gracchi, sparvieri, astori, allocchi e civette. Per quanto riguarda la flora, invece, abbiamo: boschi di larici, praterie, boschi di latifoglie composti da pioppo tremulo, nocciolo, ciliegio selvatico, acero montano, quercia, castagno, frassino, betulla e sorbo degli uccellatori.

Per maggiori informazioni vi consigliamo di visitare il sito web ufficiale.



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