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All’ospedale Giovanni Bosco arriva il collirio che salva la vista: il farmaco è italiano

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All’ospedale Giovanni Bosco arriva il collirio che salva la vista: il farmaco cura una particolare patologia degli occhi, che porta anche alla cecità

All’ospedale Giovanni Bosco arriva il collirio che salva la vista.
Una invenzione tutta italiana, che sbarca nella nostra città all’ospedale della periferia torinese. Si chiama Oxervate ed è stato sviluppato dalla Dompè. Dopo aver ricevuto l’autorizzazione per la diffusione negli Stati Uniti, ha ricevuto anche il via libera dalla Regione Piemonte, che ha fornito la sua approvazione poiché si tratta di un farmaco innovativo su pazienti selezionati nell’ambito della Rete delle Malattie Rare. Una novità che, ovviamente, viene sottoposta al controllo intensivo su registro AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco).
Nello specifico, parliamo di un particolare farmaco, che è in grado di curare la cheratite neurotrofica. Quest’ultima è una rara patologia dell’occhio che, col passare del tempo, si aggrava e conduce alla cecità.
Oxervate è, in questo senso, il primo farmaco in grado di porre rimedio a questo genere di patologia. Prima della sua invenzione, infatti, non esisteva alcun genere di trattamento.
Il farmaco è stato testato su due paziente, entrambi uomini, di 65 e 70 anni. I risultati sono già buoni, e i miglioramenti delle condizioni giustificano anche il costo elevato della cura. La terapia, infatti, ha un costo di circa 16mila euro per ciclo di trattamento a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Il collirio deve essere applicato nell’occhio malato ogni 2 ore nelle 12 ore diurne. Si deve proseguire così per otto settimane, adottando le prescrizioni settimanali e sotto il controllo dell’Ambulatorio di Fisiopatologia della Superficie Oculare e Trapianti.
Una grande novità per la sanità, torinese e nazionale, che potrà aiutare numerose persone in difficoltà, che si trovano a fare i conti con un problema così grave.


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