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22 agosto 1861: la rivolta dei soldati borbonici al Forte di Fenestrelle

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22 agosto 1861: la rivolta dei soldati borbonici al Forte di Fenestrelle, che fece conoscere la struttura come uno dei primi lager

Nell’immaginario comune di molti, il Forte di Fenestrelle è percepito come una struttura assimilabile ad Auschwitz. Una leggenda non veritiera, ma molto più radicata di quanto possa sembrare, che è dovuta a diverse ragioni.
Uno dei cardini di questa credenza è la strage del 22 agosto 1861. In questa data, infatti, si verificò una rivolta a opera dei soldati borbonici.
Arrivarono nel novembre del 1860 in qualità di prigionieri di guerra. Erano, in totale, circa 1200.
L’obiettivo del loro spostamento dal Sud Italia a Fenestrelle (ma anche a Torino, Milano, Genova e tante altre città del Nord) era la volontà del nuovo governo unitario di dare ai soldati un’educazione militare per integrarli nell’esercito nazionale.
La loro presenza è stata descritta a più riprese come una schiavitù organizzata, fatta di stenti, maltrattamenti e uccisioni. In realtà, solo cinque degli oltre mille soldati rinchiusi a Fenestrelle morirono, in tutto il periodo della permanenza.
 
La rivolta tanto famosa, invece, avvenne effettivamente, in quanto i soldati desideravano prendere il controllo del complesso uccidendo il comandante.
 
Il tentativo fallì, ma i militari non furono sottoposti a pene eccessive, anzi.
Una leggenda che resta tale anche consultando i documenti dell’epoca, che attestano l’effettivo andamento delle cose.
Insomma, Fenestrelle si è ritrovata, nel corso di questi decenni, l’etichetta di lager, quasi di “precursore di Auschwitz“. Una concezione che, come è dimostrabile, è del tutto priva di fondamento.
(Foto tratta da PaesiOnLine)


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