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Bike sharing, a Torino rimaste due compagnie: alcune sono andate via, altre, potrebbero arrivare

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Bike sharing, a Torino rimaste due compagnie: alcune sono andate via per gli atti di vandalismo, altre, potrebbero arrivare a breve

Il bike sharing, a Torino, ha subito un drastico ridimensionamento.
Il servizio di condivisione delle bici, fino allo scorso anno, era proposto esclusivamente dal Comune di Torino con TOBike.
Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 è invece sbarcato in città il bike sharing a flusso continuo, che non prevede, al contrario del servizio pubblico, stalli fissi in cui prendere e lasciare i mezzi. Una novità portata avanti da soggetti privati, con Gobee.bike che ha fatto da apripista.
A seguire, si sono introdotte nel capoluogo piemontese altre compagnie, prevalentemente asiatiche, che hanno rafforzato l’offerta di questo settore. Hanno iniziato a operare Obike e Mobike, che effettivamente prestano ancora oggi il servizio. Al contrario, Gobee.bike ha deciso di lasciare la nostra città, soprattutto a fronte degli episodi spiacevoli che si sono verificati con una certa frequenza.
Con l’arrivo di questo servizio, infatti, si sono anche moltiplicati gli atti di inciviltà. Sosta incontrollata e disordinata in luoghi aulici e non, abbandono dei mezzi nei fiumi, furti delle bici. Insomma, non sono mancati gli inconvenienti.
A completare il quadro di questa situazione incerta ci sono i mancati arrivi di Enotravel, OFO e Free@bike. Nonostante gli annunci e le promesse, non sono più pervenute notizie circa la possibilità di usufruire dei servizi in futuro. Solo Enotravel ha reso nota la collaborazione a un progetto con Iren, che, più avanti, porterà in città nuovi mezzi.
Quello dell’abbandono delle compagnie e dei mancati investimenti è un problema che si ripercuote anche sulle casse del Comune. L’amministrazione comunale, infatti, avrebbe dovuto incassare ben 240mila euro, derivanti da una quota di 20 euro per ogni mezzo da ogni compagnia. Al momento, invece, l’incasso tocca appena gli 80mila euro.
E che dire delle bici, numericamente inferiori rispetto alle stime iniziali. Da 12mila mezzi preventivati, ne sono utilizzabili giusto 4mila.
Ci sono dunque numerosi aspetti da migliorare. Dal prossimo mese di settembre bisognerà lavorare molto su un aspetto che per la città sarà fondamentale, vista la direzione intrapresa verso la mobilità ecologica.

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