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10 agosto 1810: nasce a Torino Camillo Benso, Conte di Cavour

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10 agosto 1810: nasce a Torino Camillo Benso, Conte di Cavour. Un uomo di immensa cultura e statura politica, noto anche per le sue vicende personali

Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, Conte di Cavourdi Cellarengo e di Isolabella, nacque a Torino il 10 agosto del 1810.

Divenne noto con l’appellativo di Conte di Cavour o, più semplicemente, Cavour. Si riuscì a distinguere per le sue grandissime capacità in campo politico e imprenditoriale, diventando uno dei simboli dell’unificazione dell‘Italia.

Nella sua carriera politica, ricoprì le cariche di Ministro del Regno di Sardegna dal 1850 al 1852,
Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1852 al 1859 e dal 1860 al 1861. E proprio nel 1861, con la
proclamazione della nascita del Regno d’Italia, divenne il primo
Presidente del Consiglio dei Ministri del nuovo Stato Italiano. Una carica che ebbe una durata molto breve, in quanto morì ricoprendo tale carica nel giugno del 1861.

Durante il Risorgimento si ritagliò un ruolo da protagonista, e si affermò come grande sostenitore delle idee liberali , del progresso civile ed economico, dell’ anticlericalismo, dei movimenti nazionali e dell’espansionismo del Regno di Sardegna ai danni dell’Austria e degli stati italiani preunitari.

Le sue ambizioni lo portarono a stringere una forte alleanza con la Francia, grazie alla quale, con la Seconda Guerra di Indipendenza, riuscì ad ottenere l’espansione territoriale del Regno di Sardegna in Lombardia.

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Dal punto di vista interno, non mancarono i contrasti con Giuseppe Garibaldi (per l’animo eccessivamente rivoluzionario dell’Eroe dei Due Mondi) e con Giuseppe Mazzini (per le idee repubblicane).

Uno dei suoi massimi momenti di espressione politica fu però la promulgazione e la difesa dello Statuto Albertino (che riuscì a resistere per decenni, salvo essere sostituito dalla Costituzione).

In campo economico portò avanti modelli come il libero scambio, i grandi investimenti industriali (soprattutto in campo ferroviario) e la cooperazione fra settore pubblico e settore privato.

Fu una figura chiave per l’unificazione dell’Italia grazie alle sue abilità diplomatiche e gestionali, che gli permisero di gestire al meglio situazioni difficili come le sommosse nel Granducato di Toscana, nei ducati di
Modena e Parma e nel Regno delle Due Sicilie.

Ebbe anche una chiacchierata vita personale, vista la mai nascosta passione per le donne. Si dice che fosse anche grande appassionato di vini, sollievo sottolineare il suo legame con le specialità della sua terra di origine.

Insomma, una figura interessante, che ha lasciato il segno della storia e che, con ogni probabilità, sarà ricordata e celebrata nei secoli a venire.



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