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A Bertolla, il borgo dei lavandai, i bimbi imparano il piemontese a scuola: ce ne parla oggi la nostra House Hunter

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A Bertolla, il borgo dei lavandai, i bimbi imparano il piemontese a scuola: ce ne parla oggi la nostra House Hunter
A Bertolla, il borgo dei lavandai, i bimbi imparano il piemontese a scuola: ce ne parla oggi la nostra House Hunter

Bertolla, il borgo dei lavandai dove i piccoli torinesi imparano il piemontese a scuola: ce ne parla oggi la nostra House Hunter Laura Polesinanti

 

Bertolla è forse il quartiere di Torino più legato alla tradizione. E’ conosciuto come il borgo dei lavandai. Negli anni ‘30 il Comune di Torino vietò di lavare e asciugare i panni lungo il Po. Ne andava del decoro delle vie cittadine.

 

I lavandai dovevano svolgere la loro attività in luogo più consono. Bertolla, in quanto quartiere periferico a nord della città, divenne la loro meta. Lungo le rive del fiume sorsero piccoli agglomerati, abitati da chi si alzava presto per andare a lavare i panni.

 

La vastità dei campi con le file di panni svolazzanti e Superga come sfondo ha rappresentato il carattere distintivo di Bertolla fino agli anni ’60. Con l’avvento  delle lavatrici, i prati sono diventati orti e giardini.

 

Successivamente i terreni  sono stati venduti e nell’area sono state edificate palazzine alte anche cinque piani. La nuova Bertolla può non piacere a tutti, ma ad oggi mantiene ancora l’equilibrio tra tradizione e modernità.

 

Bertolla è sempre stata periferia, pur essendo a poca distanza dal centro. I meno giovani dicono ancora “vado a Torino”, per dire che vanno al di là del Po. “La vista di Superga e della collina, il verde lungo il fiume, la dimensione a misura d’uomo: è per questo che cerco casa a Bertolla” mi spiega Roberta P. C’è chi non abbandonerà mai Bertolla pur di vivere in quell’atmosfera di tradizione e umanità  che gli abitanti del borgo si impegnano a preservare.

 

Alla scuola materna Luigi Grassi i bambini imparano il dialetto piemontese: occasione per raccontare loro aneddoti del passato. Quel passato che ci ha reso gli adulti di oggi, ma che rischia di essere dimenticato. Nei locali della parrocchia San Grato è stato allestito il Museo dei Lavandai.

 

Nelle salette dell’oratorio sono appese alle pareti poesie e filastrocche in piemontese.  Una s’intitola L’elisir dei Bertouleis e svela il segreto dell’autentico abitante del borgo.

 

Ogni anno la seconda domenica di settembre Bertolla festeggia il patrono con la parata di costumi storici. Il gruppo storico “La lavandera e ij lavandè ‘d Bertula” rievoca l’attività dei lavandai, che sfilano durante la festa con i loro costumi tradizionali. Una delle vie del borgo nel 2005 è stata intitolata proprio ai Lavandai.

 

A cura di Laura Polesinanti, House Hunter ed intermediaria immobiliare

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