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Torino, il Comune detiene un immenso patrimonio immobiliare inutilizzato

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Torino, il Comune ha un patrimonio immobiliare sconfinato: nuovi progetti in arrivo per le aree inutilizzate

A Torino, il Comune possiede un patrimonio immobiliare a dir poco immenso.

Sono 16mila le unità immobiliari di proprietà pubblica. Un numero impressionante, che comprende tantissime varietà di beni. Negozi, appartamenti, autorimesse, parcheggi, ma anche appezzamenti di terra. Un insieme di proprietà, grazie alle quali le casse pubbliche potrebbero avere nuova linfa tramite vendite e concessioni.

Il problema però è un altro. A Torino, il Comune ha più volte indetto gare e bandi, troppe volte inutili. Aste deserte e rinunce dell’ultimo minuto hanno fatto saltare più di un progetto. Così, tantissime proprietà (di cui l’amministrazione comunale aveva cercato di disfarsi) sono rimaste a Palazzo Civico.

Le più importanti proprietà da ricollocare sono l’ex colonia di Loano, l’ex Rotonda del Valentino, un magazzino di corso Benedetto Brin, una fabbrica di via Carrera, un capannone di via Cumiana, il centro incontro di Cavoretto di piazza Freguglia. Senza dimenticare un grande negozio di via Massena, un’autorimessa interrata di via Savigliano, l’ex scuola materna Fiorina e la villa Arcozzi-Masino a San Maurizio.

Il futuro già segnato di alcuni possedimenti comunali

Tra i tanti edifici inutilizzati, alcuni hanno già iniziato un nuovo percorso.

Tra questi, troviamo il Motovelodromo, che sarà dato in concessione. Lieto fine anche per l’ex Fimit (finito nel progetto di riqualificazione della Manifattura Tabacchi). Stesso discorso per l’ex area Nebiolo, che sarà sostituita da una residenza universitaria.

Destinati all’abbattimento gli appartamenti di corso XI Febbraio. Ormai inagibili, saranno buttati giù per fare spazio a un progetto ancora da definire. Una storia simile riguarda l‘ex comando dei vigili di via Paganini. Nulla ancora è noto sul destino di questo edificio.

Dunque, tra i tanti interrogativi, qualche notizia positiva c’è. La base per rivedere le proprietà comunali non manca, e bisogna incrementare vendite e concessioni.

(Foto tratta da Museo Torino)

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