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Olimpiadi Pechino 2022, il governo cinese affida i progetti al Politecnico di Torino

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Il Politecnico di Torino selezionato dal governo cinese per i progetti di edilizia di recupero delle Olimpiadi di Pechino 2022: dovrà realizzare progetti in aree industriali dismesse

Il Politecnico di Torino è stato scelto dal governo della Cina per i progetti di edilizia di recupero delle Olimpiadi di Pechino 2022.
L’esecutivo cinese ha infatti commissionato all’ateneo torinese l’arduo ed affascinante compito di occuparsi delle aree industriali dismesse della città. Qui, tra soli quattro anni, si svolgeranno i Giochi Olimpici invernali. Serve dunque l’intervento di professionisti preparati e molto fantasiosi. E chi, meglio del Politecnico di Torino, avrebbe potuto ricoprire questo ruolo di fondamentale importanza.

L’incarico affidato al Poli

I professionisti del Poli avranno il compito di visionare le aree industriali in disuso. Al loro posto dovranno sorgere spazi dedicati alle discipline e alle gare sportive, villaggi, poli del turismo e molto altro. Il tratto comune delle operazioni di riqualificazione e di restauro sarà l’utilizzo in prospettiva delle strutture, le quali dovranno essere punti di riferimento dell’eredità futura delle Olimpiadi. Non dovranno essere cattedrali nel deserto, abbandonate al loro destino dopo l’evento.
Lo scopo principale dei progetti sarà l’ottimizzazione degli spazi, con la riduzione del consumo del suolo. Un approccio sostenibile, che richiede la realizzazione di complessi durevoli e a basso impatto economico ed ambientale.

Modalità di intervento

Parliamo di una mole di lavoro enorme, che potrà essere gestita al meglio dal Politecnico grazie allo studio del modello del 2006. Alcuni delegati cinesi, infatti, hanno visitato recentemente il capoluogo piemontese, per osservare come questo modello possa essere applicato a Pechino.
Dalle ispezioni è emerso che uno dei luoghi maggiormente apprezzati è stato il Parco Dora. Le caratteristiche e le trasformazioni dell’immensa fabbrica dovranno essere riproposte per la Fabbrica dell’Ossigeno di Shougang. Si tratta di un complesso produttivo enorme, che vanta una superficie di 9 milioni di metri quadrati, che era utilizzato come acciaieria. Diventerà il “Parco Dora di Shougang“, come è stato ribattezzato, e sarà uno dei tanti progetti firmati PoliTo.
Insomma, una grande soddisfazione per l’ateneo torinese, che vede riconosciute, apprezzate e valorizzate le proprie competenze in un Paese in costante crescita. Una sfida ambiziosa, dalla quale si potranno trarre insegnamenti e idee per le Olimpiadi del 2026, nella speranza che vengano assegnate a Torino.

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