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Diatto e Borgo San Paolo: quando il lusso abitava a Torino

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Diatto e borgo San Paolo: quando il lusso abitava a Torino
Diatto e borgo San Paolo: quando il lusso abitava a Torino

Circa cinque anni fa veniva abbattuto l’ ultimo muro dello stabilimento della Diatto, importante casa automobilistica di lusso torinese

 

Pochi conoscono i suoi trascorsi, ma la Diatto ha scritto un’ importante pagina della storia automobilistica nazionale.

Ancora una volta è borgo San Paolo il cuore pulsante di questo ambizioso progetto.

Agli albori dell’ automobilismo questo quartiere di Torino era il centro nevralgico della produzione automobilistica.

Si contano decine di marchi nati tra la fine dell’ 800 e l’ inizio del nuovo secolo che nascono in questa zona.

Alcuni hanno poca fortuna, altri vengono assorbiti e alcuni diventano grandi marchi internazionali (vedi Fiat e Lancia).

E’ in questo ambiente frizzante che trova i natali anche la Diatto, e per un motivo molto particolare.

La Diatto, infatti, esisteva come azienda fin dal 1835 ed era specializzata nella costruzione di carrozze.

Poco dopo, nel 1838, il campo di azione si amplia e si orienta verso la costruzione di materiale rotabile e la Diatto brevetta “la ruota migliorata”.

Il capostipite Guglielmo Diatto avviò l’ azienda ma furono i suoi successori, Pietro e Vittorio, a consolidarla.

I due fratelli oltre ad occuparsi della fabbrica erano appassionati di auto e decisero di comprarne una.

Acquistarono una “Ceirano”, altro marchio torinese, ma si trovarono talmente male che costrinsero la casa a risarcirli: fu il primo caso storico di garanzia su un un’automobile .

Diatto e borgo San Paolo: quando il lusso abitava a Torino
Diatto e borgo San Paolo: quando il lusso abitava a Torino

 

Dopo questa disavventura  i Diatto decisero che sarebbero stati loro in prima persona a costruire auto di lusso… e così accade.

Una storia che sembra somigliare alla famosa vicenda Ferrari-Lamborghini che si verificherà nel secondo dopoguerra.

Nel 1905 vede la luce la nuova società:  Società Anonima Diatto – A. Clément.

La Clement Bayard cedette le quote nel 1909 rendendo la Diatto interamente italiana.

Nel 1910 la casa Reale diventò cliente del marchio di lusso così come un giovane Enzo Ferrari; la produzione prevedeva 4 modelli di cui uno sportivo.

Le Officine Scacchi, la Newton, la Valt, la Gnome et rhone passarono sotto il controllo dell’ azienda torinese e nel 1915 iniziò la collaborazione con Bugatti.

Le aziende acquisite permisero di avere tecnologie per fabbricare anche aerei e la Diatto riuscì ad aggiudicarsi una commessa di 5000 velivoli distribuiti in vari paesi europei.

Anche i camion entrarono nella produzione della nuova azienda ma lo stato italiano non pagò le commesse e iniziò il dissesto finanziario.

Il ramo ferroviario fu ceduto alla Fiat nel 1917 che ampliò così la propria offerta.

Diatto e borgo San Paolo: quando il lusso abitava a Torino
Diatto e borgo San Paolo: quando il lusso abitava a Torino

 

Dopo la guerra la collaborazione con Bugatti portò al rafforzamento nel settore del lusso e le auto torinesi arrivarono ad essere pagate la cifra di 100000 franchi dalla nobiltà parigina.

In Inghilterra le auto della Diatto venivano paragonate alle Bentley e le maggiori carrozzerie facevano a gara per collaborare con essa: Ghia, Bertone, Castagna ne sono solo alcuni esempi.

Nel 1932 la svolta: dopo numerosi premi e apprezzamenti di prestigio la Diatto fu costretta ad interrompere la produzione a causa dei mancati pagamenti del Regio Esercito: da quel momento nelle officine di borgo San Paolo si produrranno solo ricambi.

La fine scocca nel 1955 e nel 2013 quello che rimane del grandioso marchio di lusso viene cancellato per sempre:  l’ isolato tra via Fréjus, via Revello, via Moretta e via Cesana viene liberato dagli ultimi resti di quella che fu una delle più importanti e gloriose case automobilistiche torinesi.

 

Alessandro Rigitano

 

 

 

 

 

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