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Olimpiadi 2026, si va verso l’ipotesi a tre Mi-To e Valli Olimpiche: gli scenari possibili

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Olimpiadi 2026, si va verso l’ipotesi a tre Mi-To e Valli Olimpiche: i possibili scenari politici

Per le Olimpiadi 2026 si sta facendo largo con insistenza l’ipotesi di una candidatura a tre con Torino, Milano e le Valli Olimpiche.
È questo ciò che emerge dalle ultime indiscrezioni sul destino dei Giochi Olimpici che si terranno tra otto anni.
L’indecisione nell’assegnazione definitiva ad una delle due città sta facendo riflettere il Governo su una candidatura condivisa. Un progetto di cui già si era parlato a lungo negli scorsi mesi, al quale Milano era favorevole.
Non era dello stesso avviso Torino, che, in questi giorni, tramite le dichiarazioni degli esponenti Palazzo Civico, ha sottolineato la sua volontà di correre singolarmente. Stesso discorso per i Comuni delle Valli Olimpiche, che non vogliono recitare un ruolo da comparsa ed essere sfruttate solo per i propri impianti, senza un adeguato ritorno di visibilità.

Le nuove strategie

 
Al momento, il Governo non pare essere sbilanciato su una città in particolare, e sembra orientato ad affidare la decisione definitiva al CONI. Giovanni Malagò, però, non vuole essere coinvolto in maniera così massiccia, e sta cercando di capire come i tasselli possano incastrarsi autonomamente.
 
L’ultima proposta messa sul banco prevede la realizzazione della sola cerimonia di chiusura a Torino e lo svolgimento delle competizioni sulla neve nelle Valli Olimpiche. Questo perché nei Comuni delle valli sono già presenti impianti costosissimi e richiesti come quelli per il bob e lo slittino.
Tutto il resto, invece, dovrebbe andare a Milano. Si parla dunque di portare nel capoluogo milanese villaggi degli atleti, addetti dell’informazione, inaugurazione e premiazioni, gare di pattinaggio e sport sul ghiaccio. Il grosso dell’evento, dunque, finirebbe con l’avvantaggiare la città avversaria.
In questo caso, per Torino ci sarebbero indubbiamente meno problemi dal punto di vista politico, anche se ciò significherebbe la rinuncia al sogno di un evento simile a quello del 2006. Al contrario, le Valli piemontesi non sono d’accordo con questo scenario e hanno intenzione di fare seria opposizione e, nel caso, di farsi da parte.
Una situazione ancora di difficile lettura, i cui sviluppi saranno più chiari nei prossimi giorni.

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