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Olimpiadi Torino 2026, dossier presentato al CONI: tutte le condizioni imposte dall’amministrazione

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Olimpiadi Torino 2026, dossier presentato al CONI: tutte le condizioni imposte dall’amministrazione
Olimpiadi Torino 2026, dossier presentato al CONI: tutte le condizioni imposte dall’amministrazione

Olimpiadi Torino 2026, dossier presentato al CONI: tutte le condizioni imposte dall’amministrazione comunale per evitare corruzione e infiltrazioni mafiose

 

Il dossier relativo alle Olimpiadi Torino 2026 sarà presentato al CONI nella giornata di domani, martedì 3 luglio. Il documento contiene tutte le disposizioni dell’amministrazione comunale per il corretto svolgimento della manifestazione sportiva più importante.

 

La crisi interna alla maggioranza sembra essere alle spalle. La visita di sabato di Luigi Di Maio ha ricompattato la maggioranza, che ora è disponibile a sostenere il progetto portato avanti dall’amministrazione comunale.

 

Quelli che si svolgeranno tra otto anni dovranno essere Giochi Olimpici vincolati da determinati vincoli, ai quali Palazzo Civico non ha intenzione di rinunciare. Prima di tutto bisognerà procedere a una analisi costi benefici di Torino 2006, con lo studio della precedente esperienza. Si pensa alla perdita zero come soluzione ideale, anche se si parla di un esborso vicino ai due miliardi di euro per portare le Olimpiadi all’ombra della Mole.

 

Poi bisognerà definire le ricadute economiche su trasporti (mobilità elettrica sostenibile) ed edifici, con conseguente attrazione di nuovi investimenti sull’innovazione. Di primaria importanza sarà anche la questione relativa alle emissioni zero e alla realizzazione di strutture “plastic free”, con nessun consumo di suolo. Inoltre si provvederà alla stesura di un piano di recupero per l’edilizia residenziale.

 

Un altro punto sul quale l’amministrazione insiste molto è quello delle transazioni, che dovranno basarsi su blockchain per evitare infiltrazioni mafiose e fenomeni di corruzione.

 

Un’altra nota alla quale bisognerà prestare attenzione sarà la necessità di porre un tetto massimo di spesa pubblica, con nessun debito per gli enti locali e pagamento sicuro e puntuali ai fornitori  e ai lavoratori. In questo caso occorrerà anche riconoscere effettivamente i volontari e regolamentare le mansioni.

 

Infine, occorrerà agevolare la diffusione dello sport e della pratica delle varie discipline anche dopo i Giochi Olimpici, per rafforzare l’animo sportivo della città.

 

Per osservare tutti questi punti, sarà sottoscritto un protocollo di intesa con Anac, affinché tutto si svolga nella massima trasparenza e con controlli serrati.

 

Il parere di Chiamparino

 

Sulla situazione attuale ha avuto modo di esprimersi anche Sergio Chiamparino. L’ex sindaco di Torino, oggi Presidente della Regione Piemonte, ha fornito il suo parere circa l’atteggiamento da tenere nei confronti di un evento di simile portata.

 

Nello specifico, Chiamparino ha suggerito di esprimersi con ottimismo, poiché l’esperienza del 2006 ha lasciato molto a Torino, in termini di infrastrutture e, soprattutto, turismo. Proprio per questo non bisogna far trasparire che l’evento di dodici anni fa  stato un fallimento, poiché il Cio pare essere orientato ad assegnare le Olimpiadi a Torino proprio in virtù del bel ricordo che conserva della città della Mole.

 

Sarebbe ideale dunque presentarsi con entusiasmo e voglia di ospitare l’edizione che si terrà tra otto anni. Questo perché una kermesse di questa portata potrebbe rappresentare una buona leva per la ripresa dell’economia locale e una buonissima base di sviluppo per pensare la città dei successivi vent’anni.

 

Un’occasione da cogliere al volo, secondo Chiamparino, dare un’altra spinta e far ripartire definitivamente Torino.

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