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Zona Santa Rita all’insegna della continuità: dal 6 luglio al 12 settembre torna la festa di piazza d’Armi

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Zona Santa Rita all’insegna della continuità: dal 6 luglio al 12 settembre torna la festa di Piazza d’Armi, lo spettacolare e tradizionale appuntamento del quartiere

Santa Rita, quartiere della periferia sud di Torino, è sempre stato uno dei quartieri più belli, abitabili, tradizionalisti e festosi del capoluogo piemontese.

La festa di piazza d’Armi, il parco conosciuto anche con il nome “Cavalieri Vittorio Veneto”, ha sempre saputo intrattenere i suoi residenti richiamando anche all’attenzione numerosissimi cittadini provenienti da qualunque parte di Torino.

Nel 2018, questa festa ha rischiato di non cominciare visti gli intoppi causati da problemi burocratici legati alla richiesta dei vari permessi. Nonostante ciò, grazie al progetto “E-state in Piazza d’Armi” e all’associazione “Città in arte”, per i partecipanti e tutti gli appassionati la festa comincerà il 6 luglio e accompagnerà i visitatori fino al 12 settembre. Cucina squisita, balli sfrenati, musica non stop e anche la possibilità di colloquiare per tutti i presenti. Questi sono, da sempre, i principali ingredienti di questo rinomato evento estivo.

Dalle 15 alle 24, gli organizzatori propongono il ballo liscio nell’orario pomeridiano mentre dalle 21 in poi si darà il via alla sezione musica e ballo: tango, latino americano e balli country. Per ciò che concerne i concerti, sarà possibile assistere aitributi di Vasco Rossi, Marenero, Lucio Battisti, Reverso e anche deiPink Floyd.
Grazie alla collaborazione instaurata con Città della salute e della scienza di Torino, ritornano i “dialoghi sulla salute”. Nel tempo dedicato a questo spazio, i cittadini avranno modo di dibattere e confrontarsi su temi quali lo sport, la cucina sana e la prevenzione degli incidenti.
Novità anche sul fronte economico: Palazzo Civico, a differenza di quelli che erano i costi nelle scorse edizioni, ha virato verso una riduzione drastica del costo dell’occupazione del suolo pubblico.
Alessandro Decorato
(Foto tratta da arte.it)

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