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Olimpiadi 2026, si esprime il Governo: Torino soluzione migliore per risparmio e sostenibilità ambientale

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Olimpiadi 2026, si esprime il Governo: Torino soluzione migliore per risparmio e sostenibilità ambientale
Olimpiadi 2026, si esprime il Governo: Torino soluzione migliore per risparmio e sostenibilità ambientale

Olimpiadi 2026, il Governo vira su Torino: il Ministero delle Infrastrutture indica il capoluogo piemontese per costi di realizzazione, efficienza delle strutture e sostenibilità ambientale

 

La corsa alle Olimpiadi 2026 vede Torino e Milano contrapposte e con le stesse possibilità di ottenere l’incarico di ospitare l’evento.

 

La rassegna sportiva per eccellenza, in versione invernale, è stata già realizzata nel capoluogo piemontese 12 anni fa, e ha ottime probabilità di essere ripetuta a vent’anni di distanza dallo storico appuntamento del 2006.

 

Nonostante la volontà del CONI, che preferirebbe trovare una convergenza e far collaborare le due città, entrambe le compagini sembrano orientate ormai da tempo a voler correre da sole e sfidare le altre concorrenti (che, è bene ricordarlo, si stanno autoescludendo gradualmente, come nei casi di Innsbruck e Sion).

 

In questa contesa tra le due città rivali è intervenuto però anche il Governo, che dovrà appoggiare la città designata nella gara di assegnazione (che culminerà nel settembre del 2019 con la cerimonia di Milano).

 

Dopo la visita di Chiara Appendino a Giancarlo Giorgetti, avvenuta diversi giorni fa, è toccato al Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, esprimersi sulla città di preferenza. Ebbene, il Ministro, particolarmente coinvolto in questa delicata questione, ha precisato tramite il suo profilo Twitter che è Torino la candidata ideale su cui puntare.

 

Toninelli ha infatti affermato che la nostra città rappresenta la soluzione migliore per efficienza, sostenibilità ambientale e costi di realizzazione. Il Ministro ha esaltato la città della Mole, che potrebbe offrire una kermesse sfavillante, ma all’insegna di riqualificazione e riutilizzo, e senza la costruzioni di ulteriori cattedrali nel deserto.

 

Un’investitura di un certo spessore, che avvicina Torino al sogno di una nuova edizione dei Giochi Olimpici Invernali.

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