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Torino combatte la violenza sulle donne con un nuovo progetto

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Torino combatte la violenza sue donne: intrapresa una iniziativa con altri enti pubblici e privati

In un periodo come questo, che ogni giorno consegna alle cronache notizie relativi a episodi di maltrattamenti e femminicidi, Torino combatte la violenza sulle donne con un nuovo progetto.
Il capoluogo piemontese ha deciso di impegnarsi a fondo nella lotta a una delle piaghe della società maggiormente diffuse. Un problema che affonda le sue radici nei decenni scorsi, e che oggi sta trovando maggior considerazione, anche con il moltiplicarsi di aggiornamenti di cronaca nera.
Si tratta di una interessante iniziativa, chiamata “Tavolo maltrattanti“, che è stata rispolverata dopo la sua introduzione nel 2011 e la sua formalizzazione nel 2014. Un bel progetto, che ora ritorna in auge, dopo lo scioglimento delle provincia e l’arrivo della Città Metropolitana.
Lo scopo del “Tavolo maltrattanti” è quello di portare avanti campagne di sensibilizzazione e di prevenzione circa questa problematica. E non solo: verrà fornito sostegno alle vittime, per aiutarle a uscire da una condizione di disagio e saranno intrapresi percorsi di recupero (anche per gli aggressori).
A questa novità prendono parte numerosi enti pubblici e privati, che hanno sottoscritto personalmente un protocollo d’intesa a Palazzo Cisterna.
Tra i firmatari troviamo, oltre alla Città Metropolitana di Torino, i comuni di Chieri, Chivasso, Collegno, Giaveno, Grugliasco, Ivrea, Moncalieri, Nichelino, Pinerolo, Rivoli, Settimo, Venaria Reale, la Consulta femminile regionale, Unionenet, i consorzi socioassistenziali di Chivasso, Pinerolo, Caluso, Ciriè, Rivoli, In.re.te; i Centri antiviolenza E.m.m.a. Onlus, le associazioni Telefono rosa di Torino, Liberi dalla violenza, il Cerchio degli uomini, La rete delle Donne, Scambiaidee, Mediare, Gruppo Abele, L’Altra riva, Centro studi pensiero femminile, Centro studi agire violento, Tu.te le, il Miur, gli ordini professionali dei medici di Torino e degli psicologi del Piemonte, il Garante dei detenuti.
Un fitto elenco di aderenti, ai quali presto si andranno ad aggiungere la Regione Piemonte e le Forze dell’ordine.
Un bellissimo esempio di interesse e di avversità a una tematica che deve essere affrontata con consapevolezza, per ridurre i crimini e le ingiustizie.

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