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A Torino nasce Tipsy, il robot barista che sostituisce i barman

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La Makr Shakr punta a crescere nel capoluogo  piemontese; le critiche di barman, cuochi e camerieri de Las Vegas a Tipsy, il robot barista: «A rischio il nostro lavoro, ci vuole una tassa sui robot»

Nel cuore di piazza Vittorio Veneto, a Torino, risiede il palazzo della Makr Shakr.

L’azienda, composta da ingegneri ed informatici, sta lavorando sodo per l’assemblaggio di Tipsy, il robot barista del futuro che negli Stati uniti ha già creato non pochi problemi.Baristi, cuochi e camerieri di quasi 40 case da gioco de Las Vegas hanno protestato nei confronti dei robot meccanici. Si tratta di una macchina davvero intelligente; dotata di braccio meccanico può: pestare il ghiaccio, strappare la menta, shakerare i cocktail con una precisione assoluta ed il tutto senza avvertire una minima sensazione di fatica o stanchezza.

Certo è che sarà difficile per un robot intrattenere i clienti e scambiare con loro due chiacchiere, visto e considerato il fatto che la macchina è stata progettata senza l’uso della parola.

L’obiettivo iniziale della sede di Torino della Makr Shakr sarà quello di piazzare Tipsy sul mercato già a fine 2018 e, successivamente, il secondo scopo sarà produrre circa 70 robot l’anno al costo di 100 mila euro.

L’intero progetto è stato studiato e valutato dall’Amministratore Delegato dell’azienda, Emanuele Rossetti, e dall’architetto Carlo Ratti, da due anni responsabile di uno dei dipartimenti dell’Istituto di Tecnologia del Massachusetts. Il costo dei “vecchi” prototipi di Tipsy ammonta ad 1 milione di euro ed al mondo se ne contano meno di una decina. Con la nascita di questo nuovo progetto, le macchine sforna cocktail saranno molto più numerose e molto meno costose.

Il primo robot barista

Come nacque, però, il primo barista robot? A spiegarlo è lo stesso Ratti: «L’idea nacque dopo una richiesta di Google: l’azienda voleva Tipsy in vista di uno dei grandi eventi annuali organizzati negli Stati Uniti».

Rossetti, inoltre, chiarisce anche le intenzioni della Makr Shakr in relazione allo sviluppo di una maggior “clientela”: «Al momento, i nostri clienti sono quasi tutti statunitensi,ma noi stiamo lavorando su produzione ed innovazioni per ricoprire anche Torino». L’Amministratore Delegato non si nasconde ed affronta anche il problema del personale: «Il problema dei robot che cancelleranno delle figure professionali esiste ma oggi il nostro robot, su scala globale, non esiste dal punto di vista dei numeri. In tutto il mondo ce ne sono solo 7, quindi la questione dello sciopero va oltre Tipsy». Rossetti, infine, non chiude le porte ad una tassa sui robot: «Finanziare un reddito garantito con una tassa può essere una strada».
Alessandro Decorato
(Foto tratta da italiani.it)

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