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Multe e oggetti sequestrati al Barattolo di Torino: i Vigili scatenati al mercato di Libero Scambio

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Multe e oggetti sequestrati al Barattolo di Torino: i Vigili scatenati al mercato di Libero Scambio
Multe e oggetti sequestrati al Barattolo di Torino: i Vigili scatenati al mercato di Libero Scambio

I Vigili in azione al Barattolo di Torino: multati numerosi commercianti e sequestrati tantissimi oggetti

 

Le polemiche legate al Barattolo di Torino non finiscono mai. Questa volta, il mercato di Libero Scambio non è finito al centro della cronaca cittadina per la sua ubicazione o per il suo smantellamento, bensì per i controlli effettuati ieri dai Vigili.

 

Gli agenti della Polizia Municipale sono entrati in azione nella mattinata di domenica 10 giugno e hanno avuto modo di visionare gran parte della merce esposta. Osservando e analizzando gli articoli in vendita, gli agenti hanno notato diverse irregolarità, che hanno reso necessario il sequestro di ben 500 oggetti.

 

Tra il materiale sottratto ai “commercianti” sono state rinvenute attrezzature idrauliche, rosari in plastica, batterie stilo, spine e altro materiale elettrico, spazzole per smerigliatrici e articoli destinati ad altro utilizzo. Un duro colpo per i venditori dello spazio di via Carcano. In particolare, quattro di essi (tre marocchini e un italiano) hanno ricevuto una sanzione complessiva di circa 2mila euro.

 

Il clima di sospetto generato dal mercato è dato dalla provenienza degli oggetti esposti. I Vigili si sono infatti imbattuti in oggetti nuovi (di dubbia provenienza, probabilmente riconducibili a furti), in rifiuti speciali (batterie esauste conservate illegalmente da un venditore di nazionalità rumena, residente nel campo nomadi di via Germagnano), dalla merce contraffatta e dai trascorsi di parecchi espositori, spesso già noti alle autorità per altri illeciti.

 

I residenti della zona ne invocano la chiusura o almeno lo spostamento, dopo alcuni recenti traslochi. Sono attesi provvedimenti dal Comune di Torino, vista anche la disponibilità negate dalle altre Circoscrizioni per ospitare quello che, nell’immaginario di molti torinesi, risulta essere un covo di criminalità.

(Foto tratta da Ansa.it)

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