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Bike sharing, a Torino la situazione peggiore del Nord Italia: bici danneggiate e gettate ovunque, si lamentano le compagnie di free floating

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Bike sharing, a Torino la situazione peggiore del Nord Italia: bici danneggiate e gettate ovunque, le compagnie di free floating chiedono maggiori tutele

 

Il bike sharing, a Torino, è un servizio ormai avviato su più fronti. Dal settore privato al pubblico, le biciclette in condivisione sono sempre più diffuse.

 

I servizi di condivisione a flusso continuo stanno però vivendo una fase molto negativa. Da tempo, infatti, si registrano casi di maltrattamenti ai mezzi messi a disposizione dalla compagnie che operano a Torino. Le bici vengono infatti lasciate sui marciapiedi, sulle carreggiate, davanti a spazi carrabili, sequestrate e poi relegate in cortili o garage privati o addirittura gettate nelle acque del Po. Una serie di atti di inciviltà che hanno raggiunto il culmine con l’abbandono di una bici sul monumento di Vittorio Emanuele II.

 

Una situazione anormale, che ha regalato a Torino il triste primato di maglia nera del Nord Italia nella gestione e nell’utilizzo di questo servizio. Una condizione sgradita, che ha trovato conferma anche nelle parole dell’Assessora alla Viabilità, Maria Lapietra. Quest’ultima ha infatti sottolineato la necessità di intervenire su questo delicato problema della città.

 

Le compagnie Mobike, Obike e Ofo sono sbarcate in città nell’ultimo anno con migliaia di bici, che comportano un costo di 20 euro a mezzo, a carico delle aziende. Il denaro sarà incassato dal Comune, che riceverà ben 180mila euro e che reinvestirà la somma in maniera variabile. L’80% dei proventi sarà infatti destinato a nuovi stalli per le biciclette, mentre il 20% sarà impiegato per campagne pubblicitarie e di sensibilizzazione. Uno strumento necessario per limitare questi fenomeni di vandalismo, che sta facendo infuriare i vertici delle compagnie per l’atteggiamento mostrato dai torinesi.

 

Il Comune si sta dunque attrezzando per far sì che il processo di espansione delle compagnie e del servizio erogato continui, soprattutto a condizioni vantaggiose. L’intento è quello di non far andare via le compagnie, come nel caso di Gobee.bike, scappata da alcune città per problemi economici e, in particolar modo, per gli atti di vandalismo troppo frequenti.

(Foto di Maria Elisa Pagano)

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