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La Mole Antonelliana: uno degli edifici in muratura più alti d’Europa

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La Mole Antonelliana, simbolo di Torino, e la sua avvincente storia architettonica!
La Mole Antonelliana, simbolo di Torino, e la sua avvincente storia architettonica!

La Mole Antonelliana, simbolo di Torino, e le peripezie che hanno reso avvincente la sua storia architettonica!

 

La Mole Antonelliana, il simbolo indiscusso della città di Torino, è uno degli edifici in muratura più alti d’Europa. Era stata ideata, in origine, come sinagoga dalla comunità ebraica torinese che nel 1962 acquistò il terreno e affidò il progetto all’architetto novarese Alessandro Antonelli, ben noto per le sue capacità e competenze. Antonelli aveva inizialmente pensato ad una costruzione a cupola alta 47 metri. Successivamente, i metri incominciarono ad aumentare fino a toccare i 113. I lavori, iniziati nel 1863, furono interrotti nel 1869 proprio dalla comunità ebraica che non era più intenzionata a finanziare il progetto. Le modifiche che il noto architetto intendeva introdurre erano considerate eccessive. A quel punto, il Comune di Torino iniziò ad occuparsi della tutela e dei finanziamenti della Mole Antonelliana, approvando il disegno dell’architetto di aumentare ancora i metri d’altezza.

Nel 1889, si arrivò a ben 167 metri. Dopo dieci anni, la cima della Mole Antonelliana, che prese appunto il nome dal suo inventore, fu abbellita con un angelo d’oro. Soli cinque anni più tardi, nel 1904, l’alata e dorata decorazione fu spazzata via da un nubifragio. L’angelo, allora, fu sostituito da una stella. Il suo destino non fu molto più clemente. Un altro nubifragio, infatti, si portò via la stella insieme a 43 metri di guglia. Queste peripezie non fermarono in alcun modo i torinesi, ormai già molto affezionati all’emblema della loro città. Si dedicarono alla ricostruzione della parte di guglia mancante. Così, ancora oggi, la Mole spicca nel cielo torinese, continuando ed incantare e meravigliare. Il suo fascino, senza tempo, farà in modo che si conservi inalterata la sua fama di simbolo indiscusso.

(Articolo di Andrea Mistretta)

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